«Conosco i problemi del centro, ci abito»

Claudia Passa

La differenza che la separa dal suo avversario sta già in un dato anagrafico: «Io in centro storico ci abito e ci lavoro, conosco i problemi, e non ho alcuna intenzione di rassegnarmi a dover andar via come troppi residenti sono stati costretti a fare negli ultimi anni, sopraffatti dall’invivibilità». Del resto l’impegno di Gloria Porcella, gallerista, sfidante di Giuseppe Lobefaro per la guida del I municipio, non nasce oggi. Alle spalle la candidata di Forza Italia ha un’intera consiliatura trascorsa tra gli scranni di via Giulia, l’attività nell’associazione Piazza di Spagna e nell’associazione dei residenti di Campo de’ Fiori, e la fortunata esperienza alla guida di Azzurro Donna a Roma, dove il movimento femminile del partito di Berlusconi ha ottenuto la candidatura di tre donne alla presidenza di altrettanti municipi. Una di queste è proprio lei.
Il suo avversario, Giuseppe Lobefaro, non abita in I municipio.
«Io invece in centro ci vivo e ci lavoro. Conosco i problemi dal punto di vista dei residenti e anche di chi gestisce un’attività commerciale. E credo che, nonostante la contrapposizione fra le due prospettive venga spesso esasperata, una seria volontà politica possa porsi di fronte alle diverse esigenze e conciliarle».
Negli ultimi tempi il cuore della città è tornato alla ribalta delle cronache, e non per ragioni lusinghiere...
«Il centro sta diventando un Bronx, con i residenti che sempre più numerosi decidono di trasferirsi altrove e i commercianti che minacciano di ricorrere alla sicurezza privata. Basta osservare ciò che accade a Campo de’ Fiori o a Trastevere. Per non parlare dell’Esquilino, ormai una vera e propria Chinatown. Il numero dei residenti del municipio è crollato da 128mila a 94mila in pochi anni. Per una madre, per un anziano, abitare in centro è ormai proibitivo: ai disservizi quotidiani bisogna aggiungere la scarsa cura del territorio, le promesse non mantenute come l’istituzione del vigile di quartiere, approvata in consiglio e mai attuata. Il tutto in un quadro di improvvisazione che sta trasformando il cuore della capitale in un deserto senz’anima».
Parliamo di Ztl, isole pedonali e mobilità.
«Noi siamo favorevoli alla Ztl e crediamo vada estesa anche a Testaccio, dove a causa dell’altissima concentrazione di locali i residenti non dormono più e non sanno dove parcheggiare. L’importante è che le Ztl siano supportate da servizi e parcheggi di scambio. Lo stesso dicasi per le pedonalizzazioni: non siamo contrari, ma prima devono essere garantiti servizi pubblici e parcheggi per i cittadini. Guardate cosa è successo con il cosiddetto Tridentino: la popolazione, anche chi vota a sinistra, si è rivoltata contro una chiusura imposta dall’alto».
Lei è una gallerista di successo. Pensa di trasfondere la sua passione per la cultura nell’ambito dell’impegno politico?
«Certamente. Rilanceremo il profilo culturale del I municipio valorizzando le feste rionali e istituendo nuovi premi, non solo per le arti visive ma anche per la poesia, il teatro e tutte le altre forme di espressione. Ho poi inserito nel programma la trasformazione dell’esposizione Cento pittori di via Margutta in evento ufficiale del Comune».
La sinistra spera in una vittoria «a tavolino».
«Una parte del mondo dell’informazione prevede un successo scontato di Veltroni. Questa rassegnazione da un lato e questa immagine falsa dall’altro mi fanno paura, perché vuol dire che è finita la nostra capacità di dare a questa città le condizioni per essere vivibile. Io non voglio rassegnarmi».