«Una conquista che vale molto»

«È la prima volta che un privato vince. Ci sono i mezzi per onorare l’impegno»

Alessandro Ursic

La parola chiave è «conquista». Dei diritti tv per la serie A, certo. Ma anche per la stessa Mediaset, che ha rotto lo storico monopolio della Rai sul pallone italiano. Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, non nasconde la sua gioia per l’esito dell’asta per le sintesi in chiaro del campionato di A, che il Biscione ha acquistato per 61,5 milioni di euro annui fino al 2008. Parla di «piena soddisfazione per la conquista – appunto – dei diritti televisivi della serie A».
Un risultato che non sembra interessare più di tanto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, fondatore di Mediaset. «Ho visto adesso l’agenzia di stampa che riportava la notizia – ha dichiarato quattro ore dopo l’assegnazione dei diritti –. Non ne sapevo nulla e non ho capito di che cosa si tratti esattamente».
Pier Silvio Berlusconi invece lo sa bene, ed è anche conscio che gli occhi di tutti i tifosi ora saranno sulla qualità del servizio: i nostalgici di 90° minuto potrebbero non gradire il cambiamento. Un esame che non teme. «Dalle 13.30 alle 22.30 della domenica le immagini saranno trasmesse in esclusiva dalle reti Mediaset. Si tratta di una grande responsabilità che onoreremo al meglio grazie alla comprovata professionalità di Sport Mediaset». Anzi, uno stimolo in più per il numero due di Mediaset. Che promette sorprese: «Dal 28 agosto, anche i programmi calcistici della domenica saranno caratterizzati da una nuova energia».
Berlusconi ha anche spiegato la strategia di Mediaset per assicurarsi i diritti più pregiati all’asta. «La nostra offerta è stata coerente con il valore editoriale e commerciale della serie A. Che assicura ricavi almeno quattro volte superiori a quelli prodotti dalle 13 partite annuali della Champions League». Una competizione che Mediaset mostrerà nella prossima stagione ma non nelle tre successive, i cui diritti sono già stati acquistati dalla tv pubblica.
La Coppa Italia è stata invece lasciata andare da Mediaset: la Rai si è assicurata i diritti per mostrare le partite in chiaro per 26 milioni di euro. «Abbiamo fatto un’offerta simbolica a perdere, in quanto i ricavi previsti potrebbero essere drasticamente ridotti dalle nuove norme sui minispot» (l’Autorità delle Comunicazioni ha fissato un limite di sei a gara, ndr). Ma si tratta di una partita che si giocherà presto, già la prossima estate. E che potrebbe avere un’attrattiva diversa rispetto agli ultimi anni: il tabellone della Coppa quest’anno avrà 40 partite in più, tutte ad eliminazione diretta, sul modello inglese. «I diritti di questa competizione sono annuali – conclude Berlusconi –. Nel 2006 la Coppa Italia torna sul mercato e i giochi comunque si riaprono».