Consensi, in Lombardia Podestà batte tutti

IL SONDAGGIO. Il presidente della Provincia supera Formigoni e vince di quattro punti sul sindaco di Milano che in poco più di sei mesi perde già il 3,6% dei suoi sostenitori

Abituato a svettare nelle classifiche tra i governatori delle regioni italiane, stavolta il presidente della Lombardia Roberto Formigoni si trova a fare i conti con un mini crollo dei consensi. In un’ipotetica partita tra i presidenti delle istituzioni lombarde (Comune, Provincia e Regione), non vince. Al primo posto si piazza infatti il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, probabilmente per la sua battaglia anti Area C a fianco dei comuni dell’hinterland milanese e per alcune scelte di comunicazione azzeccate. Ultimo fra i tre, in quanto a consensi, è invece il sindaco Giuliano Pisapia, che in poco più di sei mesi è già riuscito a far pentire del voto il 3,6% di chi lo ha sostenuto come «l’uomo del cambiamento».
I dati Ipr marketing sui consensi percentuali ottenuti nel 2011 a confronto con quelli del governance poll dell’anno scorso non mentono. Così come uno specchietto tornasole chiaro è il dato sulla differenza dei consensi calcolata rispetto al giorno delle elezioni. Ebbene, dall’indagine risulta che il gradimento per Guido Podestà è del 52% (in aumento di 2,5 punti rispetto al 2010). Quello del governatore Roberto Formigoni del 51%, in calo di 5 punti rispetto all’anno precedente e di 5,1 punti rispetto al giorno in cui è stato votato per il suo quarto mandato. Soddisfatto per i risultati in pagella è Guido Podestà, alle prese con la battaglia per dimostrare che le province non sono superflue: «Le Province costano come due caffè all’anno per ogni cittadino». Il dato emerso dal governance poll lo rincuora e lo sprona a continuare nella sua battaglia: «Il gradimento relativo al mio operato - commenta il numero uno di Palazzo Isimbardi - lo interpreto come un invito a fare ancora meglio per interpretare le reali esigenze dei cittadini e per dare risposte sempre più efficaci alle loro esigenze».
E poi c’è il dato sull’operato del sindaco Giuliano Pisapia. Percentuale sulla governance poll del 2011: 51,5%. Calo dei consensi rispetto al giorno in cui è stato votato: 3,6%. Una specie di record se si considera che Pisapia è in carica da maggio. Il centrosinistra di Palazzo Marino ha spesso accusato Lega e opposizione di fare pura polemica strumentale quando, a più riprese, dicevano che i pentiti del voto a Pisapia erano parecchi. Ora a confermare il dietrofront degli elettori sono i numeri, neutri, chiari. Nella classifica dei sindaci, Pisapia è al 76esimo posto, anni luce lontano dal primo in classifica: il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che rispetto al giorno del voto totalizza il 4,6% dei consensi in più. Se la cavano abbastanza bene gli altri sindaci dei capoluoghi lombardi: quello di Varese, Attilio Fontana, presidente di Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, nonostante un calo di consensi rispetto al 2010, mantiene un 1,1% in più di pareri favorevoli rispetto alle elezioni e si rivela il primo sindaco lombardo (35esimo posto) nella classifica di quelli italiani. «Il combinato disposto dell’enorme gravame di tasse che si è scaricato sui milanesi, compresa l’Area C - fa la sua diagnosi il vice del Consiglio Riccardo De Corato - e il buonismo in materia di sicurezza portano il sindaco nella graduatoria del consenso al 76esimo posto. Per Pisapia non solo è finita la luna di miele, ma è iniziata una discesa così rapida nei tempi, dopo solo 6 mesi, nel suo elettorato che pochi si aspettavano».