Conservatorio, Pappano pianista ospite delle Serate Musicali

Antonio Pappano spicca nella rosa dei direttori che oggi contano. Il prossimo 30 dicembre compirà cinquant’anni, venti dei quali spesi alla testa di tre teatri d’opera: quello di Oslo quindi di Bruxelles e da sette del Covent Garden di Londra, cioè dell’istituzione chiave della città-faro d’Europa. Da vero cittadino del mondo, nato (da genitori italiani) e cresciuto fra Inghilterra e Stati Uniti, risiede a Londra, ha la cittadinanza americana, s’è comprato una casa in Umbria, e fa il pendolare fra la capitale inglese e quella italiana dove dal 2005 guida l’Orchestra dell’Accademia Musicale di Santa Cecilia. Fedele al suo essere, come direbbero gli inglesi, workaholic (stakanovista), stasera lo troveremo in Conservatorio (ore 21), per un concerto nel cartellone delle Serate musicali, nella veste di pianista, in duo con il violoncello di Luigi Piovano. Perché Pappano non è solo un direttore di rango, formidabile conoscitore dell’opera e dei cavilli delle voci, è prima ancora musicista istintivo e vorace che appena può siede al pianoforte. In Conservatorio dunque condivide con Piovano pagine di Beethoven, Schumann, Debussy e Prokofiev. Ritorna nella sala che lo accolse per la prima volta nel gennaio 2007, sempre alla tastiera. Concerto che lasciò tutti quanti di sale: Pappano è un’icona della direzione, dopotutto. Nel 2012 scade il contratto con il Covent, sebbene lui conti di rimanervi fino al 2013 per i festeggiamenti di Verdi e Wagner. Sempre nel 2013 si esaurisce pure il contratto con Santa Cecilia. E poi? Lui continua a ripetere, sorta di mantra, che di conduzioni stabili di teatri non ne vorrà più sapere. Confessa che vorrebbe suonare il pianoforte sempre di più. Questo, mentre conferma che tornerà alla Scala nel 2012 per una ripresa di Manon Lescaut e nel 2014 per Le Troyens in coproduzione con il Covent Garden.
PAF