CONSERVATORIO

In trent'anni d'attività, ha solleticato l'attenzione di 142 compositori che per lui hanno scritto 500 testi, nuovi di zecca. Pagine del presente che si saldano a un passato recente, vecchio non più d'un secolo, salvo qualche ben calcolata fuga nel tardo Ottocento. E' il Divertimento Ensemble, complesso che ha la sua anima in Sandro Gorli, ospite stasera (ore 20.30), in Conservatorio, della stagione della Società del Quartetto, con un programma in altalena fra Gustav Mahler e Arnold Schoenberg. Stretto fra i due colossi dell'Austria che fu, spunta il lavoro di Matteo Franceschini «Sine qua non», pagina per pianoforte (Mara Grazia Bellocchio) e ensemble: una prima esecuzione assoluta, alla memoria del compositore Bruno Bettinelli (1913-2004). «Sine qua non» è una sorta di concerto per pianoforte, dove il pianoforte intreccia dialoghi con gli esecutori, si abbandona alla solitudine di monologhi, mette a nudo le sue abilità liriche e cantanti, senza dimenticare l'essenza di strumento percussivo. All'occorrenza, recita. «Sine qua non» è una composizione concepita per esplorare le risorse plurime del pianoforte, camaleontico emblema del Romanticismo, rispondente a una poetica fatta di slanci e di cadute, declinate con suoni tondi e pastosi. Pianoforte pronto a scarnificare e straniare il proprio timbro quando fa il suo ingresso nel Novecento, ad alleggerirlo se imita i padri (clavicembalo e fortepiano) del Settecento. Una sedimentazione di epoche e atteggiamenti che si sommano nel pianoforte del presente, quello di Franceschini appunto. Gorli e il suo ensemble esplorano poi mutui scambi, anche inconsci, fra Schoenberg e Mahler, con Schoenberg che mette mano, traducendo per piccolo complesso, ai Lieder eines fahrenden Gesellen del collega. Si chiude con il manifesto dell'Espressionismo musicale: Pierrot lunaire di Schonberg affidato a una liederista di classe quale Elisabeth Norberg-Schulz.