«Consigli pratici ad ambientalisti troppo teorici»

Ho letto l’articolo dell’esubero dei forestali calabresi. L’estate scorsa con la moglie mi trovavo a una festa degli alpini sul monte Alpet (1640 m). C’erano anche dei forestali di Cuneo così ebbi modo di informarmi a quanto assume il gruppo forestale della «Granda» ebbene, nella vastità enorme di territorio cuneese in tutto ci sono appena 80 uomini! Nel mio peregrinare escursionistico per le meravigliose Alpi Liguri e Marittime dove feci il mio esordio ed esperienze di giovane alpino scalando decine di vette, varie volte mi sono incontrato sulle mulattiere e sentieri dei giovani che facevano il motocross rovinando l’erba e sollevando pietre nei pendii così che quando arrivano piogge torrenziali rovinano i detti sentieri. Parlando con un giovane forestale (cuneese) mi disse: «Noi questi trasgressori della natura li multiamo, ma purtroppo siamo pochi!» Come possono 80 uomini controllare tutte le migliaia e migliaia di ettari? Eppure le abetaie e i lariceti delle Alpi occidentali sono integri e ben difficilmente prendono fuoco e i sentieri sono ben tenuti e ben segnalati così come il sentiero degli alpini che si trova fra il Torraggio (2000 m) e Pietravecchia (2020 m) il percorso a piedi partendo dal rifugio Allavena Col della Melosa (1550 m) al rifugio Gray (2006 m) indi si passa in territorio francese dove ci sono degli sbalzi mozzafiato e incantevoli panorami. La lunghezza è di circa 20 km naturalmente col mangiare al sacco. Ma caro Lussana entriamo nel nostro territorio cioè il parco del Beigua... Questo parco fortemente voluto dagli ambientalisti con tutta la sinistra con i miliardi della Cee era proprio necessario? Siccome sono un vero conoscitore della zona, dico: perché ingabbiare un territorio con leggi severe quando non c’era nessun tipo di selvaggina in via di estinzione? Tengo a precisare che i responsabili del parco, fecero costruire decine di gabbioni a cielo aperto sui crinali delle cime sovrastanti il Passo del Faiallo sino alla cima del Beigua. Essi sono un obbrobrio all’ambiente e stonano gli splendidi panorami sia sul mare, che alla catena delle Alpi. Cosa servono questi gabbioni? Servono per gettare il fieno a marcire dove stagionalmente chiamo squadre di falciatori fatti venire dal Bergamasco! Il direttore del parco è convinto che falciando periodicamente l’erba cambia «il tipo di erba»? Egregio Lussana, se lei nota bene nella mia foto l’erba appena tagliata nei pressi dei gabbioni si vede inaridita ed il manto erboso rovinato dalle solite falciatrici a motore che con il disco d’acciaio scalzano tutte le zolle. Ma, io consiglio al responsabile (piuttosto teorico) di togliere gli obbrobriosi gabbioni e di non rovinare la zolla erbosa, perché è inutile quanto una onerosa inutile spesa. Che dire infine del tanto decantato rifugio dell’Argentera eretto a 1089 metri sulle rovine di una vecchia casermetta della milizia fascista? Sono passati 15 anni, ma il rifugio è già stato rifatto due volte spendendo 200mila euro. Vergogna!