Consigli da straricchi: vincere 100 milioni e non dirlo ai parenti

Indovinare il 6 che cambia la vita e "fare finta di nulla". L’importante è mantenere l’anonimato. I consigli: non spendere tutto subito e continuare a lavorare. Gli psicologi: "Trauma forte, gestirlo con calma"

Milano - Mi raccomando, non fate come lui. Lui ha sbancato la lotteria e per poco non lo ammazzavano. E per molto meno dei 100 milioni oggi in palio con il Superenalotto dei record. Aleksei Rykov, anonimo commerciante russo, ha commesso un errore: non è rimasto anonimo. Intascato il milione di rubli (nemmeno 30mila euro), non è proprio riuscito a trattenersi e s’è dato subito alla pazza gioia. «Sono fortunato, che male c’è, perché mi devo nascondere?», pensava. Peccato che il pericolo numero uno ce l’aveva in casa. Sua moglie Irina, dopo aver festeggiato con lui, preso un appartamento extra-lusso e un’auto nuova, ha investito una parte della somma per assoldare il killer che avrebbe dovuto eliminare il consorte. Così sarebbe fuggita col malloppo.

Il piano di Irina non è andato a buon fine. La lezione, però, è chiara. Se stasera beccate il «6» che cambia la vita, occhio alle mosse future. La vera sfida inizia dopo l’estrazione del Lotto. Lo dicono gli psicologi. «Giocare la schedina, di questi tempi, è un antidoto contro l’angoscia causata dalla crisi economica». Adrenalina in circolo per distrarsi un po’, insomma. «Ma per la psiche del vincitore, trovarsi di fronte a un cambiamento così radicale, sarà un trauma davvero forte». Allora andiamo con ordine. Mentre controllate i numeri estratti, cercate di mantenere la calma. Se la dea bendata bacia proprio voi, non saltatele addosso. Reagite con l’impassibilità di un bonsai. Urla sguaiate, tappi di bottiglia stappati, esultanze da campioni del mondo attirano l’attenzione del vicinato. E se siete al lavoro, non farete insospettire mica i colleghi con improvvise vampate, salivazione azzerata e svenimenti? Niente baci alla schedina, soprattutto. Anche perché, spiegano i tecnici, una preziosa ricevuta va conservata con estrema cura. Al momento della consegna alla Sisal deve risultare perfettamente integra, strappi e pezzi asciugati col phon non saranno tollerati. In tanti, raccontano, hanno dovuto rinunciare a un tesoro per aver trattato con troppa foga la magica scheda. Anzi, per sicurezza fate una fotocopia. Ma non nel negozio sotto casa, che ingenui. Meglio una foto digitale, o una scansione dal computer personale. E poi, per incassare (interessi compresi), aspettate altri 61 giorni. In molti, che fremono dalla voglia di essere Zio Paperone, decidono di «vendere» la vincita in banca, in cambio di una altrettanto ricca commissione. Per provare l’ebbrezza del primo estratto conto milionario (e consumare l’intero rotolo di carta al bancomat..). Sempre per rimanere in incognito e difendersi dagli agguati di cugini dimenticati, ora guarda caso a nostra completa disposizione, le pratiche di riscossione possono essere affidate a un notaio. Da quel momento il vostro nome diventa il suo «segreto professionale». Molto fortunato anche il notaio, visto che per il disturbo arriva a incamerare 10 milioncini puliti (le commissioni, per legge, variano dal 3 al 10 per cento).

Quindi uscite e comportatevi come se «nulla» fosse successo. Consigliano ancora gli psicologi: «Il vincitore dovrebbe prendersi almeno una settimana di decantazione per vivere l’emozione in completa, o quasi, solitudine». Elementare. Ma come si fa a resistere alla tentazione di regalarsi una Ferrari? Vuoi mettere il gusto di spogliare le boutique di via Montenapoleone? «Invece no. Spendere e spandere sin da subito può essere molto pericoloso per l’equilibrio emotivo, con ricadute maniacali e paranoiche». Già, ’sti poveretti.

Infine, per alcuni mesi, andare al lavoro come sempre, dire sì al capoufficio come sempre. Ora cosa vi costa: un’isola del Pacifico aspetta solo voi (o le Cayman, se non vi fidate del fisco italiano). A meno che non facciate come Luke Pittard. Chi? Il 25enne inglese che dopo mesi di viaggi e ozio grazie alle sterline vinte alla lotteria, è tornato da Mc Donald’s. Aveva voglia di un panino? No, non ne poteva più di hotel a sette stelle. Gli mancavano i compagni in divisa. È tornato a friggere patatine per 7,5 euro l’ora.