«Gli consigliai di dire tutto ai magistrati»

da Milano

«A Pollari ho dato un consiglio, e lui non l’ha seguito». Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, commenta così gli sviluppi del caso Pollari, il generale a capo del Sismi indagato dalla Procura di Milano nel caso Abu Omar. «Il consiglio che ho dato al generale Pollari, e che lui non ha seguito - ha detto ieri Cossiga - era che dicesse tutto quello che sa e consegnasse ai magistrati del Pm di Milano tutti i documenti che ha, perché questo sarebbe bastato a scagionarlo da qualunque accusa».
Cossiga ha aggiunto di conoscere Pollari «da quando era capitano» e di averlo seguito per tutta la sua carriera nei servizi: «Lo considero un grande servitore dello Stato e soprattutto gli voglio molto bene». Secondo Cossiga Pollari avrebbe detto rifiutato il consiglio dell’ex presidente «perché così facendo avrebbe violato il segreto di Stato. Gli ho risposto - ha sottolineato Cossiga - che non era un problema del quale avrebbe dovuto preoccuparsi, visto che il governo non si è mai occupato né dei nostri rapporti con gli Usa né di quelli di collaborazione con gli altri Servizi di sicurezza stranieri e neanche della tutela delle nostre fonti». Cossiga ha aggiunto che l’obiezione di Pollari era legata al reato di «violazione di segreto di Stato». Ma l’ex presidente avrebbe suggerito a Pollari che «i Pm Spataro e Pomarici non avrebbero mai contestato quel tipo di reato a uno che diceva tutto. Soprattutto perché così facendo avrebbero confessato di essere stati essi stessi per primi a violarlo intercettando la sede del Sismi, Pollari e i suoi collaboratori».
«Ma io non sono l’avvocato del generale Pollari - ha concluso - il senatore a vita - egli anche questa volta ha voluto, più che pensare ai propri affari, essere un servitore dello Stato. E temo fortemente che con questo governo mal gliene incorrerà».