Consigliere dell’Ulivo accusa i suoi colleghi di falso e abuso

«Falso in atto pubblico, omissioni di atti d'ufficio, illecito amministrativo e abuso di potere». Queste sono le pesanti accuse rivolte da Giuseppe Russo, consigliere di maggioranza per Ulivo e Margherita presso il IV Municipio della Valbisagno, durante lo svolgimento dell'ultimo consiglio di giovedì scorso alla presidenza, alla segreteria dello stesso, ma soprattutto ai suoi colleghi di centro sinistra. Secondo le parole di Russo, durante la discussione di un punto dell'ordine del giorno, presentato dall'opposizione sul tema sicurezza, i suoi «colleghi e compagni» avrebbero presentato un documento falso. Una richiesta da parte degli stessi (tutti tranne lui!) circa la convocazione di un'assemblea pubblica in Valbisagno con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sul problema che gli extracomunitari stanno creando negli ultimi tempi agli stessi abitanti.
«Un documento creato ad arte», secondo il consigliere, con lo scopo di non inserire nell'ordine del giorno una precedente proposta presentata dallo stesso Russo ma redatta molto tempo prima. «Reputo gravissimo il comportamento tenuto dal mio gruppo - urla con rabbia Russo, mentre sventola documenti e norme da rispettare - ma ancora di più quello di tutto il centro sinistra, che per non approvare una proposta presentata dal sottoscritto, hanno pensato bene di non firmarla e nemmeno d'inserirla nell'ordine del giorno. Al suo posto, hanno presentato un documento appositamente retrodatato di ben undici giorni, ma protocollato in tempi “sospetti”. Un documento palesemente falso».
Secondo Russo, l'ambizione di attribuire al proprio partito il merito di avere avuto per primi l'idea di convocare una così delicata assemblea, sta alla base di questa «manovra». «Seguo il problema criminalità sul territorio della Valbisagno da parecchi anni - continua Russo - conosco nome e cognome di decine di vittime di queste violenze. Tra loro, molti non credono nelle istituzioni e pertanto non hanno nemmeno denunciato il fatto. Ho presentato un ordine dettagliato e probabilmente questo mio lavoro certosino ha dato fastidio a qualcuno. Hanno pensato quindi di scavalcarmi e inventarsi un documento che, basta vedere le date di presentazione e di protocollo, evidenzia la scorrettezza».
Russo si riserva di studiare il caso ed eventualmente rivolgersi alla magistratura, ma quello che lo preoccupa va oltre: «In pochi tra i miei colleghi di maggioranza - conclude Russo - hanno capito i rischi che gli anziani della Valbisagno corrono ogni istante. Ognuno di essi fa corsa a sé per dare un colore politico a questa o quella proposta, tralasciando il particolare più importante: la sicurezza non dovrebbe avere nessun colore, né di destra né di sinistra».