Il consigliere leghista «denunciato» al sindaco

Il consigliere della Lega fa un intervento in Municipio e il centrosinistra vuole denunciarlo. Anzi, alza la mano e lo dice alla signora preside, nel senso di Marta Vincenzi. Giuliano Bellezza, ex presidente del Municipio Centro est sconfitto alle ultime amministrative da Aldo Siri, chiede alla sindaco di vedere se si può denunciare Gianalberto Conte per «procurato allarme» e per «incitazione all’intolleranza razziale». Cosa ha fatto di tanto grave il consigliere leghista? Ha fatto il suo lavoro di consigliere di opposizione, ha voluto veder chiaro sull’ipotesi di insediamento di un campo nomadi al Lagaccio. Una possibilità che si era fatta strada nel quartiere, rimbalzando di bocca in bocca.
E Conte ha portato la discussione nel parlamentino, per capire cosa ci fosse di vero. Apriti cielo, Giuliano Bellezza, capogruppo dell’Ulivo che non ha ancora accettato di morire per rinascere Pd, prende carta (intestata del municipio) e penna per scrivere al sindaco e alla dirigente della divisione Centro Est, Tiziana Carpanelli. «La discussione è stata annunciata da un serrato volantinaggio nel quale si chiamava alla mobilitazione i cittadini contro l’ipotesi della giunta di realizzare un campo nomadi al Lagaccio», scrive Bellezza. Che considera questo un reato. Procurato allarme, appunto. Di più, ritiene che le parole pronunciate dal leghista in aula non siano un atto politico ma «incitazione all’intolleranza razziale» in quanto «gravemente avversi alla popolazione nomade presente a Genova». Pronta la replica della Lega che denuncia la «grave intimidazione» fatta dal consigliere dell’Ulivo e il «tentativo di limitare il diritto di espressione e di attività istituzionale».