«Consiglieri, o vi riducete lo stipendio o basta con gli accordi»

Il Pirellone come la Bastiglia. Per combattere i costi della politica in Lombardia, la Cisl ha organizzato un presidio davanti alla sede della Regione il prossimo 14 luglio per protestare contro stipendi che definisce «fuori controllo»: «un consigliere regionale - spiega il segretario generale di Cisl Lombardia Gigi Petteni - guadagna il 180% in più di un lavoratore e lavora il 90% in meno». Per questo Petteni chiede «tagli a colpi di 100%» ai costi della politica.
«È incredibile - commenta alludendo alla delibera regionale dello scorso 28 giugno, che impegna il consiglio regionale a rivedere alcune voci di spesa - dopo 3 anni di crisi si sono resi conto che anche loro debbono fare qualcosa». «Se non tagliano veramente i loro costi - prosegue - noi non faremo più un accordo con questa politica». Secondo i calcoli della Cisl, ogni consigliere regionale percepisce un’indennità netta di 3.466,38 euro per 12 mensilità annue, a cui si aggiunge una diaria di 2.602,08 euro mensili e un rimborso spese forfettario, erogato in base al luogo di residenza del consigliere, che va da un minimo di 238,14 euro ad un massimo di 1,905,12 euro. A chi siede in Consiglio, poi, spetta un rimborso spese forfettario mensile di 3.525,12 euro per missioni nel territorio regionale più un rimborso a pié di lista per missioni in Italia o presso l’Unione Europea, che non può superare per ogni anno l’equivalente di 11 viaggi aerei andata e ritorno tra Milano e Roma. Dal canto suo il Pirellone sta tagliando le spese e dà incentivi a chi rinuncia all’auto blu. Il presidente del Consiglio regionale Davide Boni ha promesso un bonus da 50mila euro a chi rinuncia ai benefit, autista compreso.