Consiglio comunale con la pubblicità

(...) il segretario generale Stefano Gliniansky responsabile della pratica. Dopo un attimo di disorientamento il presidente del consiglio comunale Bruno Marra ha dato il via «Gli uffici comunali, nel redigere il capitolato d'appalto, non hanno tenuto conto degli indirizzi dei capigruppo che escludevano la possibilità di interruzioni. Mi chiedo come lavorino e come siano affrontate le pratiche, è una cosa inconcepibile, contro ogni logica ed aspettativa». Il riferimento era diretto al segretario Gliniansky, sembra voluto dai Ds, già al centro di infuocate polemiche in passato. Per permettere la sua nomina la maggioranza di centrosinistra aveva infatti declassato il comune di Sanremo da una fascia A, cui Gliniansky non era professionalmente abilitato, ad una di fascia B. Immaginatevi allora un consiglio comunale, che magari sta discutendo di pratiche delicate e strategiche per Sanremo, come spesso può accadere in relazione al casinò o ai rapporti con la Rai, che si deve fermare ed attendere in silenzio la fine del telegiornale e delle pubblicità orarie, come in effetti è già accaduto giovedì sera e come avverrà per i prossimi cinque anni di appalto. «Ritengo che questo sia anche offensivo nei confronti di noi consiglieri e dell'attività amministrativa che svolgiamo» ha aggiunto il presidente Marra. Sembra che il bando sia stato ricopiato da un'analoga vecchia pratica del comune di Imperia, peccato che in quel caso fosse prevista la trasmissione in differita e che quindi le interruzioni non comportassero sospensioni al consiglio. A questo punto però, oltre a quest'ennesima operazione goffa targata amministrazione Borea, forse non responsabile direttamente in questo caso ma sfortunato in tutto ciò che gli accade intorno, si apre uno scenario per certi versi inquietante. Se tutte le altre televisioni che non hanno partecipato all'appalto, giudicandolo economicamente non conveniente per l'annunciata assenza di interruzioni con la conseguente perdita dei ricavi pubblicitari, impugnassero l'atto, cosa accadrebbe?.