Consiglio dei ministri Anticorruzione, lunedì il via alle nuove norme

RomaSalta questa settimana il Consiglio dei ministri e dunque l’esame del disegno di legge anticorruzione: l’appuntamento a Palazzo Chigi è per le 11.30 di lunedì prossimo. Sembra che diversi ministri abbiano chiesto di far slittare la riunione perché sono impegnati sul territorio per chiudere le liste elettorali.
Il Guardasigilli Angelino Alfano, i titolari della Semplificazione normativa Roberto Calderoli e della Pubblica amministrazione Renato Brunetta hanno così qualche giorno in più per definire il testo per inasprire le pene per i reati contro la pubblica amministrazione, garantire maggiore trasparenza e più controlli negli enti locali.
Ieri Alfano ha incontrato il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, con il capo del suo ufficio legislativo, Augusta Iannini, oltre al deputato Niccolò Ghedini e al sottosegretario Gianni Letta.
Il via libera è solo spostato di qualche giorno, assicura il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «È stato rinviato tutto di una settimana, ma non ho alcun motivo di dubitare che in maniera molto rapida si arrivi all’approvazione già nel prossimo Consiglio dei ministri». Ricorda che non si tratta di un decreto, ma di un ddl e «poi toccherà al Parlamento decidere, valutare e votare». La Russa conferma che la parte penale, sulle sanzioni di competenza di Alfano, già nella riunione del 19 è stata approvata. «Non è ancora sub iudice, come qualcuno crede». Per rafforzare il capitolo prevenzione si è però deciso di inserire le norme di competenza di Calderoli e Brunetta, ancora in via di definizione.
Quanto alle regole sulla candidabilità sembra ormai certo, dopo le dichiarazioni di Alfano, che non saranno incluse nel ddl. Anche se l’ex An Giulia Bongiorno ieri ha fatto eco al presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Bisognerebbe estendere l’ineleggibilità temporanea alle ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione che non la prevedono».
Attaccano il governo opposizioni e Anm. Per Anna Finocchiaro del Pd il ddl «è un bluff». Mentre l’Anm dice che il governo «va in direzione opposta al contrasto del fenomeno della corruzione».