Il Consiglio dei ministri si trasforma in una rissa

Finanziaria, al vertice volano gli stracci. Padoa-Schioppa snobba le richieste dei ministri, che si azzuffano sul V-Day di Grillo, sull’Ambiente e sulla deducibilità dell’Ici

Roma - Consiglio dei ministri movimentato quello di ieri. Aveva all’ordine del giorno un’analisi sulla Finanziaria (che c’è stata), ma il governo finisce per litigare sull’ambiente, sul «Vaffa-Day» di Grillo e fra i presenti emerge netta la sensazione che le agevolazioni Ici sulla prima incroceranno la campagna elettorale per le primarie del Partito democratico. Con il rischio di cadere vittime dei veti incrociati fra chi le vuole (Rutelli e Veltroni, in testa) e chi è contrario (Visco, in prima battuta; Prodi in seconda).

Finanziaria. «Se Padoa-Schioppa si voleva rendere simpatico, c’è riuscito», commenta ironicamente un ministro al termine della riunione. Il titolare dell’Economia, senza fornire alcuna cifra, si limita ad annunciare che non prenderà in considerazione nessuna proposta di tagli alla spesa pubblica «non coperta». I ministri di spesa, che hanno presentato richieste per 20 miliardi, non battono ciglio. E quelli che hanno presentato proposte coperte, pure. In realtà, secondo i tecnici dell’Economia, le loro hanno coperture fittizie che comporteranno maggiori spese per altri 10 miliardi. Così le richieste reali salgono a 30 miliardi, mentre il Dpef dice che se ne devono tagliare 21 miliardi. Se non ci sono state reazioni violente alle frasi di Padoa-Schioppa è perché Romano Prodi, Enrico Letta e Giulio Santagata avevano preparato i colleghi di governo sulle posizioni dell’Economia.

Ambiente. Alla Fao, Romano Prodi annuncia che la finanziaria conterrà «misure per l’attuazione del Piano energetico». In Consiglio dei ministri il presidente del Consiglio assiste allo scontro fra Pecoraro Scanio e Di Pietro (spalleggiato da Bersani) sul tema. Il ministro dell’Ambiente prova (per la terza volta) a presentare un decreto legislativo che rende più macchinose le norme sul «Via», Valutazione d’impatto ambientale. Contro il provvedimento si schiera Bersani. Ma è Di Pietro ad alzare maggiormente la voce. E Pecoraro sbotta verso il ministro delle Infrastrutture: «Ormai lo sanno tutti che stai con il centrodestra». A questo punto, la leggenda: Pecoraro avrebbe criticato la scelta dei collaboratori di Di Pietro; e questi di rimando avrebbe fatto commenti sui gusti sessuali dei collaboratori del ministro dell’Ambiente.

Vaffa-Day. Su questo argomento a prendersela con Di Pietro sarebbe stato Mastella. Il ministro della Giustizia avrebbe accusato il collega delle Infrastrutture di comportarsi come quegli esponenti della maggioranza che manifesteranno il 20 ottobre contro il pacchetto welfare. Alla fine Di Pietro esce sbattendo la porta.
Casa. Porta che riapre di lì a poco per la riunione sul «pacchetto casa». «Riunione interlocutoria», commenta Santagata. E non poteva essere altrimenti. Di Pietro porta un dossier di richieste di edilizia popolare e non solo che vale 4 miliardi. «Mi dovete dare progetti spendibili - osserva Prodi - voglio mettere le spese in competizione fra loro. Altrimenti le risorse del tesoretto vanno all’Anas: loro sanno come spenderli».

Delle agevolazioni Ici, ufficialmente, nemmeno una parola: «Fa parte del pacchetto fiscale», precisa il ministro per il Programma. Visco e Prodi sarebbero contrari all’introduzione di agevolazioni. Nella mente del viceministro ci sarebbe l’idea di introdurre detrazioni Irpef per la casa, ma non sottoforma di deducibilità Ici, come chiedono i Comuni. Prodi sarebbe d’accordo; soprattutto per fare uno sgambetto a Rutelli e Veltroni che degli sgravi Ici fanno una bandiera. E le beghe del Partito democratico incrociano le tasse.