Il Consiglio dice sì alla fusione

Tutti d’accordo. La fusione tra Aem, l’ex municipalizzata dell’energia milanese con la sorella bresciana Asm «è una grande operazione industriale». Centrodestra e centrosinistra (forse perché uno governa a Milano, l’altro Brescia), fanno il miracolo. E il consiglio comunale (soli otto astenuti e nessun contrario) vara l’unione tra le due aziende. Qualche problema in più, con l’opposizione che non partecipa al voto, per l’incorporazione dell’Amsa. Che, seppur tra qualche polemica, passa l’esame. Nasce, dunque, un colosso il cui nome sarà scelto con un referendum tra i consumatori. Ma, invece, già si sa che si tratterà della dodicesima società per capitalizzazione di Borsa, della prima nel trattamento del ciclo integrato dei rifiuti, della seconda nella produzione di energia elettrica e della terza in quella del gas. «Un grande beneficio per i nostri territori - il primo commento del sindaco Letizia Moratti -. Un’azienda che sarà in grado di competere con i più importanti gruppi internazionali». Probabilmente, destinata a diventare leader nel teleriscaldamento, uno dei pilastri dello sviluppo ambientale sostenibile. «Per quanto riguarda l’Amsa - aggiunge per replicare alle critiche la Moratti - si tratta di un’ottima opportunità per i milanesi. Che vedranno incrementati i servizi, aumentati i passaggi per la pulizia e la spazzatura, lo svuotamento dei cestini. Cresceranno anche raccolta differenziata e lotta ai graffiti». Senza aumento della Tarsu, che, dopo la battaglia di An, è destinata a rimanere immutata. Scettica sull’incorporazione Amsa, ma assolutamente soddisfatta del matrimonio Aem-Asm Marilena Adamo. «Un grande beneficio per i milanesi - le parole del capogruppo dell’Ulivo -. Un’operazione che porterà innovazione, ricerca e migliori servizi per i cittadini». Applaude anche il leghista Matteo Salvini che interviene in milanese («la lingua della nuova grande azienda lombarda») e fa sorridere la Moratti parlando di «aqua, lus e ruu».