Il Consiglio nomina la giunta «al buio»

Nominata non senza polemiche la giunta del Municipio Levante. Nel consiglio di lunedì sera il presidente Nerio Farinelli ha nominato i tre assessori, riservandosi però di assegnare le rispettive deleghe solo in un secondo tempo. La scelta ha provocato il disappunto dell’opposizione, riassunto da Di Maria (Pdl) con un’osservazione: «Firmate il codice etico sulla trasparenza e poi ci chiedete di votare una giunta a scatola chiusa». Regolamento alla mano, la nomina di assessori senza l’immediata assegnazione delle deleghe è concessa, e in passato è stato un iter usato anche dall’ex presidente Carleo (nominato nel frattempo vicepresidente del Consiglio municipale). I tre assessori nominati e votati dal Consiglio (14 favorevoli, 7 contrari e un astenuto) sono: Paola Maccagno (al primo mandato con il Pd), Michele Raffaelli (assessore esterno e consigliere dimissionario nel precedente ciclo amministrativo per la lista La Nuova Stagione) e Stefano Toscanini (oggi Idv, ieri Udc nella maggioranza di Carleo).
Le polemiche all’interno della sala consiliare di Villa Garibaldi non si sono però placate con la nomina della giunta. Un altro atto politico che ha suscitato malumori è stato il passaggio dei consiglieri Federico Bogliolo e Sandro Rossi dalla Lista di Enrico Musso all’Udc. Il cambio di casacca è avvenuto sulla scia della situazione comunale creata dai consiglieri Gioia e Repetto, eletti nella lista di Musso e già passati al Gruppo Misto.
«Chiedo scusa agli elettori - ha dichiarato Maurizio Moretti, ex candidato presidente del Municipio levantino proprio per la Lista Enrico Musso -. Mi auguro solo che questo passaggio non sia il preludio delle solite negoziazioni appartenenti alla vecchia politica». Al momento i due consiglieri non appoggeranno la maggioranza, ma non è escluso che in futuro non ultimino la transumanza a sinistra. Terza discussione e terza polemica sulle linee programmatiche illustrate dal presidente Farinelli. «In primis la tutela dei più deboli, e mi riferisco in particolare ai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico, persone trattate alla stregua di merce - ha spiegato Farinelli -. Non abbandoneremo i cittadini nelle difficoltà come durante l’alluvione, cureremo il monitoraggio del territorio, rivaluteremo la cultura e i parchi del Levante. E ancora un fronte comune sulle criticità dettate dalle ristrettezze economiche come la chiusura della piscina di Nervi».
«Vedo tante critiche ingiuste alla precedente amministrazione - ha ribattuto l’ex presidente Carleo -. Sull’alluvione ho sentito delle falsità perché probabilmente il presidente non ha vissuto la situazione in mezzo al fango notte e giorno come noi». In conclusione di seduta la prima interrogazione per il sindaco Doria, proposta da Bogliolo (Udc) e votata da tutto il consiglio, sulla situazione della piscina di Nervi.