Consiglio regionale da 20mila euro per soli 13 minuti

L’assemblea ha speso 3 milioni di vecchie lire ogni 60 secondi per approvare il bilancio provvisorio

(...) ci potevo fare». La seconda gli è capitata fra capo e collo ieri e non è stato un bel regalo di Natale. Tredici minuti tredici è durato, l’ultimo consiglio regionale dell’anno. Come dire che la Regione ha speso 1500 euro al minuto, 25 al secondo, visto che in media una seduta costa qualcosa come 20mila euro.
Si trattava di approvare l’esercizio provvisorio del Bilancio e di stanziare 15mila euro per l’adesione dell’ente allall’associazione «Amici dell’Università di Scienze Gastronomiche» di Bra. Anche lì, che ne poteva Ronzitti, era un atto dovuto, altrimenti la giunta non potebbe autorizzare le spese fino all’approvazione definitiva del Bilancio. «È stata colpa della giunta - l’ha prontamente difeso il suo vice Rosario Monteleone -, se avesse varato prima l’esercizio provvisorio avremmo potuto votarlo già martedì scorso ed evitare una nuova convocazione». E proprio non c’è stato verso di straoppare un quarto d’ora in più, ecco. Perché l’opposizione ha fatto un po’ di bagarre, con Gianni Plinio il capogruppo di An e Francesco Bruzzone il collega leghista a dire che quei 15mila euro per l’Università del gusto sono «una delle tante spese inutili di questi assessori disinvolti e spendaccioni che, per coprire i loro scandalosi sprechi, non esitano a emanare una pesante stangata fiscale». Poi però il centrodestra tutto ha ben pensato di tacere, troppo ghiotta l’occasione di biasimare la seduta più breve della storia trentennale della Regione. Così, il brindisi augurale studiato per l’aperitivo s’è trasformato in una seconda colazione a base di spumante alle dieci e un quarto del mattino e la giornata se n’è andata a far di conto. I costi son presto detti: 6mila euro o su di lì fra guardiani giurati, pulizie, bar della buvette, resocontazione e polizia municipale. Altri 13mila e passa per pagare i 40 consiglieri, che potranno aggiungere la seduta a quelle necessarie per raggiungere le 15 che danno diritto al forfait, là dove ogni presenza vale un minimo di 335,72 euro a testa.
Ronzitti, ieri ha incontrato i suoi predecessori, da Enrico Ghio, primo presidente nel 1970 a Fausto Cuocolo dall’81 all’85 fino agli ultimi, Gianni Plinio e Francesco Bruzzone fra il 2000 e il 2005. «Voi tutti avete contribuito a costruire pietra su pietra la casa comune dei liguri. Stateci vicini, perché la vostra esperienza e la vostra capacità sono ancora molto utili nel percorso di crescita del Consiglio». Qualche record lo avranno registrato pure loro, no?