Consiglio regionale: debutto soft Fontana è di nuovo Presidente

Il leghista: «Non abolirò il voto segreto». Formigoni: «Coinvolgeremo i cittadini»

Marcello Chirico

Due orette scarse di seduta, filate via lisce come l’olio. La riunione inaugurale del nuovo consiglio regionale è stata così archiviata, senza sussulti o fuori programma. E questo grazie anche alla marcia indietro dell’ex assessore azzurro Domenico Pisani di ritirare (previa consultazione telefonica col premier Berlusconi) la propria candidatura alla vicepresidenza del parlamentino lombardo. Una decisione importante, che ha permesso così l’elezione dei nuovi membri dell’ufficio di presidenza rispettando le indicazioni della vigilia. E infatti: presidente del consiglio lombardo è stato confermato il leghista Attilio Fontana, con la totalità dei voti della maggioranza (52) poiché l’opposizione gli ha contrapposto il verde Carlo Monguzzi; vicepresidenti sono stati eletti l’azzurro Enzo Lucchini (5 le schede bianche e 1 voto per Pisani: per qualcuno comunque «un segnale») e il diessino Marco Cipriano; segretari Luca Ferrazzi di An e Battista Bonfanti della Margherita. Tutto, insomma, come previsto.
Le votazioni, da regolamento, si sono svolte a scrutinio segreto. Una formula che, nella passata legislatura, aveva creato in aula non pochi problemi coi franchi tiratori, tant’è vero che lo stesso Formigoni ne propose l’abolizione. Richiesta che però Fontana non ha nessuna intenzione di accogliere: «Sono contrario ad abolirlo, perché il voto segreto palesa talvolta un’insoddisfazione all’interno dei gruppi. Si assegnino più poteri ai consiglieri e gli scrutini segreti non saranno più un pericolo».
Fontana ha poi indicato le priorità del consiglio in questa VII legislatura. Una su tutte: l’approvazione del nuovo Statuto regionale, su cui si è lavorato per 10 anni senza giungere ad un testo condiviso. «Stavolta sarà il traguardo più importante - promette Fontana -, vogliamo dare alla Lombardia una nuova carta costitutiva, basata su regole condivise, individuate attraverso la partecipazione di maggioranza e opposizione». Ma non solo. «Si tratta di rilanciare il ruolo del consiglio, assegnando veri poteri di controllo e indirizzo politico, in modo che il parlamentino regionale possa esprimersi sui programmi della Regione». Quanto alla polemica sui sottosegretari, Fontana la definisce «aria fritta, poiché queste figure non sono previste dall’attuale Statuto e quindi, se non sono consiglieri (leggi, De Maio ndr), siederanno coi funzionari. Proprio per questo occorre un nuovo Statuto, in modo da prevedere pure queste figure». Infine l’auspicio per «interventi in aula meno lunghi e verbosi che nulla danno alla democrazia e molto tolgono alla credibilità del consiglio. Bisogna ridurre i tempi per l’approvazione delle leggi, che è il nostro lavoro principale. Eppoi, basta con la politica di Palazzo che allontana l’elettorato». Riflessione, quest’ultima condivisa pure da Formigoni. «I cittadini - ha detto il governatore - saranno protagonisti di questa legislatura».
L’ultima news di giornata arriva da An e riguarda la notifica scritta fatta pervenire alla consigliera Ferretto circa il decadimento della propria appartenenza al gruppo, come confermato dal coordinatore Corsaro: «Ha voluto iscriversi al Gruppo Misto, quindi non è più dei nostri».