Il consiglio regionale taglia, ma dal 2010

«Il bilancio del Consiglio Regionale della Liguria fermo a 28 milioni e 300mila euro è il più parsimonioso tra tutti i consigli regionali d'Italia». La premessa è di Giacomo Ronzitti, presidente del Consiglio Regionale che dati alla mano ha presentato ieri il bilancio di fine anno, illustrando tutte le modifiche statutarie approvate. «Abbiamo lavorato applicando il criterio del contenimento dei costi, della razionalizzazione e della congruità delle diverse voci - aggiunge Ronzitti -. Abbiamo prodotto una riforma, che io, non esito a definire strutturale senza alcuna enfatizzazione, sia in termini di assetto normativo, che in termine economico dei consiglieri e degli assessori». Questo significa che il Consiglio ha deciso di contenere le spese a partire dalla prossima legislatura, tagliando anche gli stipendi dei consiglieri regionali, così come il numero dei consiglieri stessi: quaranta contro i cinquanta attuali. Nel 2010 un consigliere regionale avrà un'indennità netta di carica e di funzione di 3.958 euro più i rimborsi spese, il cui calcolo viene modificato. Il netto varierà così da un minimo di 6.884 euro per chi vive entro 25 chilometri da Genova, fino a 8.639 euro per chi ha domicilio oltre gli ottanta chilometri. Lo stipendio viene poi ridotto (a seconda dei casi) di 697 o di 1200 euro rispetto a oggi. Verranno inoltre stabilite anche le sanzioni per i consiglieri inadempienti, non si esclude il ricorso al registro delle firme. Anche il numero degli assessori subirà una diminuzione: si passerà dai 14 attuali a dieci assessori. La modifica prevede inoltre che gli assessori esterni - che non potranno essere più di quattro, contro gli otto attuali - oggi equiparati ai consiglieri, saranno assimilati invece ai ministri non parlamentari (con il 75% dell'indennità), non godendo più di indennità di funzioni e di carica. Viene modificata anche la voce vitalizio che viene spostato da 60 a 65 anni, e il calcolo sulle indennità viene ridotto. Chi fa una sola legislatura avrà il 20%, invece del 30%; con due salirà al 40%, invece del 50% mentre con tre legislature avrà il 60% invece del 66%. Viene però aumentata del 10% l'indennità di presenza dei membri malgrado il gettone di presenza sia già stato abolito.
La riforma ha ridotto anche gli organi di garanzia: restano il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), la Consulta Statutaria e il Difensore Civico che accorpa le funzioni del garante dei minori e dei carcerati.