Il consiglio scende in pista per votare Monza provincia

E Forza Italia «a sorpresa» ricorda che alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza di centrosinistra nel ’99 dissero «no» all’istituzione dell’Ente

Palazzo Isimbardi si trasferisce all’autodromo di Monza. Seduta «esterna» del consiglio provinciale per votare, secondo le intenzioni del centrosinistra, un ordine del giorno «per la Provincia di Monza e Brianza». Ma nel salone dell’autodromo adibito a sala consiliare si è scoperto che il numero legale era a rischio, che molti consiglieri di maggioranza erano assenti e, quindi, la decisione di spostare la votazione nell’aula di via Vivaio, alla prossima seduta. Escamotage formale che ha sorpreso non poco il pubblico presente, tra cui il presidente dell’associazione industriali di Monza e i rappresentanti dei commercianti oltreché di alcune realtà del volontariato e del sociale cittadino.
Ma le sorprese per questa «storica» - come l’ha definita Filippo Penati - trasferta del consiglio provinciale non sono finite. Forza Italia ha infatti reso pubblico - tra i sorrisi e gli ammicamenti dei presenti - un ordine del giorno «per l’istituzione» di Monza e Brianza provincia che, nella seduta del 16 dicembre 1999, ottenne il voto contrario di Irma Dioli, Giuseppe Foglia, Paolo Matteucci e Pietro Mezzi. «Gli allora consiglieri provinciali e oggi assessori - Dioli di Rifondazione, Matteucci dei Ds e il Verde Mezzi, insieme all’attuale capogrupppo della Quercia Foglia - dissero “no” all’ipotesi della Provincia» ricorda Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia: «Un “no” che non si è mai trasformato in un “sì”, come prova la volontà dell’amministrazione guidata da Penati di non garantire alla neo-Provincia di Monza le azioni di Serravalle bensì quelle di Asam».
Già, nella spartizione dei beni della Provincia di Milano che, per legge, spettano a quella di Monza, Palazzo Isimbardi non intende offrire il venti e rotti per cento del pacchetto azionario dell’autostrada Milano-Genova e delle tre tangenziali milanesi ma quella dell’holding Asam ovvero «una scatola vuota» come la giudica Attilio Gavazzi (Fi), presidente della Commissione provinciale Bilancio. «Ci si dice che Monza invece di avere la sua quota di Serravalle avrà ben il doppio di quote ma di Asam. Pensiamo che avere una quota dove la Provincia ha il 53 per cento significhi contare qualcosa, avere il doppio della quota dove la Provincia ha l’ottanta per cento vuol dire contare meno, molto meno». Ragione, continua l’azzurro Gavazzi, per ribadire che «su Asam non saremo mai d’accordo», che «non voteremo mai un documento che contenga Asam al suo interno». Secca la replica di Penati: «Quella di Forza Italia è una visione padronale che non guarda all’interesse pubblico. Visione di chi vuole spacchettare e fa come i salmoni: va controcorrente. È anacronistico dividere un patrimonio che unito ha maggior valore, quando la Regione si pone il problema di far nascere il polo delle infrastrutture lombarde».