Il consiglio di Silvio a Formigoni: «Vendi a un euro le tue suonerie...»

«Ma ora caro Roberto mi devi togliere una curiosità». «Dimmi, carissimo Silvio». «Mi hanno detto che hai inventato delle sigle musicali per i telefonini, tra cui una registrata il giorno in cui sono stato aggredito e ferito in piazza Duomo a Milano. Sono curioso, vorrei sentirla». «Eccola, è una delle suonerie con brevi video scaricabili dal mio sito internet». E sul maxischermo del palazzo dei congressi di Riccione scorrono le immagini di quando Berlusconi, quel 13 dicembre, annunciò con largo anticipo che Formigoni sarebbe stato il candidato del centrodestra per la regione Lombardia anche in queste elezioni.
Il siparietto telefonico tra i due è continuato anche dopo la proiezione del breve video di piazza Duomo. «Complimenti, bellissima idea - ha detto Berlusconi - ma il mio istinto imprenditoriale mi dice che se ti facessi versare un euro per ogni suoneria scaricata ti pagheresti la campagna elettorale...». Applausi dalla platea. Formigoni ha abbozzato: «Sei fantastico. Diciamo che l’offerta è libera. Possono scaricarlo a mie spese ma l’offerta sarebbe graditissima». Le video-suonerie sono nove, ognuna con una base musicale diversa e con un suo tema specifico. A suggellare l’atmosfera confidenziale che ha chiuso la tre giorni di Rete Italia, ha preso il microfono un giovane componente dello staff formigoniano, Matteo Forte, che tra le risate generali (e con grande talento) ha imitato Sandro Bondi, Mario Mauro, Renato Farina (presenti) e poi Tremonti, Di Pietro, il cardinale Tonini e perfino Papa Ratzinger. «La via umoristica alla politica», ha sorriso il governatore lombardo.
Formigoni ha comunque molti altri motivi per cui sorridere. Ha incassato le benedizioni del Papa e di Berlusconi. Ha mostrato che Rete Italia non è una corrente né un club di intellettuali, ma una libera associazione di persone interessate alla politica, che hanno portato domande ed esperienze. Hanno anche avanzato critiche al Pdl (di cui comunque i formigoniani fanno parte «convintamente e senza remore») evidenziandone i limiti ma «sempre impegnati a lavorare assieme per migliorare e fare in modo che questo partito sia sempre più lo strumento per l’affermazione dei nostri ideali». Due gli spunti lanciati: congressi a ogni livello dopo le Regionali e ritorno all’espressione della preferenza anche per le elezioni politiche.
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