In consiglio Sugli scranni rispetto e ammirazione

Erano tanti, ieri mattina in Campidoglio, con gli occhi umidi di commozione per la presenza del papa in quell’aula dove quotidianamente si svolge il dibattito politico (a volte con toni molto diversi da quelli usati ieri). Come ha detto il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici aprendo i lavori della seduta del consiglio comunale probabilmente più breve e silenziosa della storia, «a questi scranni siedono uomini e donne che hanno ricevuto dal popolo romano il mandato diretto e personale a rappresentare, in modo pluralistico, la cittadinanza romana con le proprie diverse convinzioni politiche e religiose. Eppure sono assolutamente convinto di interpretare i sentimenti di ciascun componente del consiglio quando affermo che tutti ci rivolgiamo alla vostra sacra persona con ammirazione, rispetto e riconoscenza». Pomarici è anche andato oltre le semplici manifestazioni di ossequio al Papa, assicurando di condividere «il vostro alto richiamo a non lasciare i giovani in balia di se stessi ed esposti alla scuola dei cattivi maestri» e annunciando al proposito «una serie di iniziative che la presidenza del consiglio comunale porrà in essere nelle scuole di Roma per fare da deterrente al fenomeno del bullismo», iniziative che saranno presentate in settimana.
Sull’importanza della sussidiarietà si è soffermato il vicesindaco Mauro Cutrufo: «Un’azione molto importante in una città che è la più grande d’Europa e che potremo affrontare in modo molto più efficace quando l’approvazione del federalismo fiscale doterà la Capitale di una governance adeguata alle esigenze del suo territorio». «Oggi siamo stati testimoni di un momento di altissimo valore spirituale - afferma il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Dario Rossin - e siamo fieri di essere stati i promotori di un evento che tutti noi porteremo sempre nel profondo del nostro animo. Quello di oggi è un giorno memorabile nella storia di Roma e di questa consiliatura». Assente per un problema di salute, l’assessore al Patrimonio Alfredo Antoniozzi ha comunque voluto sottolineare come «i temi cari a sua Santità» siano «i medesimi che la giunta e il consiglio comunale hanno a cuore e che intendono portare avanti. Sono certo che il grande impulso di energia e fede che ci è stato donato nel corso di questo evento di portata storica, sarà di fondamentale importanza per il lavoro che andremo a svolgere nella Capitale». Convinto dell’importanza della visita di ieri anche il presidente della regione Piero Marrazzo, anch’egli ospite in Campidoglio: «Lo è soprattutto in un periodo come questo dove, come ha ben sottolineato il Pontefice, Roma è chiamata ad affrontare importanti sfide culturali, sociali ed economiche. Il disagio esiste, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, ed è la spia di una desertificazione dei valori. Ma sono convinto - e ho qui apprezzato il richiamo del Papa - che la nostra città debba rimanere città aperta e libera, come da una tradizione ormai millenaria. Chiudersi a riccio, vinti dalla paura, sarebbe insomma un errore imperdonabile, come sbagliato sarebbe affrontare questa difficile crisi economica fuori dal concetto di coesione sociale e di accoglienza».