Consob e Antitrust Sulle due sedi l’ultima guerra fra Milano e Roma

Dopo moda, gran premi, compagnie aree e programmi televisivi, l’ultima puntata della contesa Milano-Roma sono le sedi di Consob e Antitrust. Devono restare nella capitale politica o possono spostarsi in quella si vanta di essere la capitale economica del Paese, ed è innegabilmente la sede della Borsa?
Il trasloco da Roma a Milano lo ha chiesto la Lega Nord. La proposta di legge è stata presentata da 56 parlamentari del Carroccio il mese scorso, e sarà votata in aula a settembre. «Subito dopo l’estate - aveva detto a luglio il leader leghista Bossi - faremo una grande battaglia per portare a Torino, Milano e Venezia un po’ dei ministeri che sono a Roma». E il suo capogruppo Marco Reguzzoni ha confermato: «È un’operazione che porremo al più presto all’attenzione del governo».
Ma in riva al Tevere, su sponde politiche diverse, si organizza la risposta romana. «La proposta dei parlamentari leghisti di spostare Consob e Antitrust a Milano va respinta radicalmente al mittente non solo per il carattere offensivo che ha nei confronti di Roma Capitale ma anche per la sua totale inattuabilità», dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Anche il presidente della Provincia, il democratico Luca Zingaretti, presta la voce al coro dei no: «L’idea di federalismo della Lega è davvero strabica e cervellotica - dice - Ora, nella loro follia, vorrebbero spostare Consob e uffici dell’Antitrust a Milano solo per poter cantare vittoria nella loro politica smaccatamente antiromana».