«Consob, no al trasloco a Milano 100 milioni di costi per nulla»

Traslocare la Consob a Milano? Il presidente vicario, Vittorio Conti, è decisamente contrario: «Potrebbe risultare molto pregiudizievole nel breve periodo per la capacità operativa dell’Autorità ed assai costoso nel medio periodo», mentre gli eventuali benefici sono «difficilmente valutabili».
Un giudizio che Conti ha voluto sostenere soprattutto con argomenti tecnici, presentando una dettagliata analisi costi-benefici alla Commissione Affari costituzionali della Camera, incaricata dell’indagine conoscitiva sulla proposta di legge, di ispirazione leghista, che prevede appunto il trasferimento dell’Autorità di vigilanza nella capitale finanziaria. Uno spostamento che, secondo il presidente vicario, costerebbe non meno di cento milioni, di cui 60 solo per le indennità da corrispondere al personale trasferito da Roma. Poi ci sarebbero i costi per la nuova sede, trasloco compreso: ma a preoccupare forse maggiormente il presidente vicario è il rischio di dimissioni dei dipendenti, portatori di competenze difficili da sostituire in tempi brevi, con gravi ripercussioni sull’efficienza dell’Autorità.
Un assist a Conti è poi arrivato dal presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, anche lui ascoltato dalla Commissione: «I casi di decentralizzazione delle Autorità - ha detto - sono una eccezione nel panorama europeo ed internazionale, essendo la grande maggioranza dei regolatori localizzata nelle capitali, in considerazione delle rilevanti interazioni con le altre istituzioni».
Conti incassa e prosegue: invece di ipotizzare inutili traslochi, bisogna occuparsi della vera priorità, cioè «partecipare al nuovo scenario europeo e rilanciare la piazza finanziaria italiana». Il riferimento è chiaramente all’Esma (European securities and markets authority), l’autorità europea di vigilanza sui mercati che sarà operativa dal prossimo gennaio, un tavolo «riservato ai presidenti» e che in qualche modo impone di accelerare sulla nomina del nuovo numero uno della Consob, perchè «il processo europeo è lungo e occorre avere compagni di viaggio che si conoscono fin dall’inizio e che rimangono gli stessi», ha concluso Conti. Ma sul fronte nomine, almeno per ora, non si registra alcuna novità.
Resta in pole position il viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, favorito dalla Lega tanto quanto il trasloco dell’Autorithy: «Mi piacerebbe moltissimo Vegas presidente, e la Consob a Milano mi piacerebbe ancora di più», ha già detto inequivocabilmente il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. E la Lega non ha nessuna intenzione di accettare il no del presidente vicario: il trasloco va fatto e «Conti è fuori dal mondo quando dice che non ci sarebbero candidati disponibili a Milano», ha detto Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera e primo firmatario della proposta di legge.