La Consob sospende le offerte della Popolare su Antonveneta

Decisione senza precedenti: «Carenze informative, gravi incertezze sulle garanzie»

Paolo Giovanelli

da Milano

La Consob ha sospeso in via cautelare le Opa e Opas che la Banca Popolare Italiana ha lanciato su Antonveneta. Da quando l'Opa è stata istituita nel nostro ordinamento, nel 1998, è la prima volta che la Commissione di vigilanza sulle società e la Borsa assume una decisione di questo tipo: e non a caso è arrivata dopo almeno due giorni di discussioni tra i commissari. La Consob aveva tre possibilità: lasciare che le offerte seguissero il loro corso, dichiararle nulle, sospenderle in attesa che la situazione si chiarisca dopo il sequestro delle azioni deciso dalla Procura di Milano. L’ad della Popolare, Gianpiero Fiorani, ha così incassato ieri due sconfitte, dopo che in mattinata Abn era riuscita a nominare il cda dell’Antonveneta pur disponendo di solo il 30% del capitale.
La decisione è dovuta, dice un comunicato, a carenze informative su patti e acquisti: «La sospensione delle due offerte è motivata alla luce degli accertamenti svolti dalla Commissione e dall'Autorità giudiziaria in base ai quali è emerso il fondato sospetto di una grave carenza informativa che non consente ai destinatari delle offerte di pervenire ad un fondato giudizio sulle stesse. Sono emerse, inoltre, gravi incertezze sulla persistenza delle condizioni di svolgimento di entrambe le offerte». La sospensione, precisa la Commissione, ha una durata non superiore a novanta giorni: «Entro quel termine la Consob provvederà ad effettuare nel più breve tempo possibile gli ulteriori accertamenti del caso e, di conseguenza, a pronunciarsi per la revoca della sospensione ovvero per l’adozione dei provvedimenti di decadenza».
In particolare la Consob sottolinea che gli aspetti problematici riguardano: carenze informative nei documenti di offerta su patti parasociali non dichiarati e su acquisti di azioni per interposta persona; la permanenza delle garanzie finanziarie di esatto adempimento, relative ad entrambe le offerte; carenze informative riguardo all'effettività di alcune cessioni di quote di minoranza, effettuate da Bpi a sostegno delle offerte in corso.
Il problema delle garanzie finanziarie è legato al fatto che le azioni Antonveneta in mano a Bpi, oggetto del sequestro, sono date in pegno a garanzia dei finanziamenti da parte di un pool di banche e che tali garanzie, messe in dubbio dal sequestro, sono condizione essenziale per lo svolgimento dell'offerta. Senza contare che il prezzo offerto non viene ritenuto conforme alla normativa dell’Opa.
A questo punto lo scenario resta aperto: la sospensione è una soluzione interlocutoria che permette a Gianpiero Fiorani di mettere a punto una nuova strategia, considerando che quella attuale sembra averlo portato su una strada decisamente impervia. L’ad della banca di Lodi ora ha due fronti aperti: quello della Procura e quello della Consob, che già aveva sospeso i diritti di voto dopo l’accertamento del «concerto» con l’immobiliarista Ricucci. Senza contare che ora anche i margini di manovra della Banca d’Italia si sono fatti più stretti e che lo steso governatore ha sospeso i diritti di voto dei lodigiani.