Consolato danese, assalto no global

(...) del centro sociale danese, ritrovo underground della capitale danese fin dal 1982. La decisione di sgomberarlo, infatti, ha innescato nei giorni scorsi violenti scontri a Copenhagen, cui hanno preso parte anche militanti stranieri, scesi in piazza a protestare nei loro stessi paesi (Italia inclusa).
«Abbiamo occupato la strada - ha riassunto una giovane portavoce del “Cantiere“ - ed esposto striscioni contro lo sgombero del centro. Abbiamo anche dipinto di rosa la macchina del console. Sì, proprio come la Sirenetta di Andersen! Il simbolo della capitale danese che, nei giorni scorsi, è stata dipinta, sempre di rosa, per dimostrare che era talmente indignata dinnanzi allo sgombero del centro sociale da cambiare persino colore!».
Alla fine, comunque, tanto rumore per nulla. Considerando, infatti, che anche l’intervento delle forze dell’ordine è stato blando, a Milano la protesta ha ottenuto un ben misero risultato: scombussolare la giornata al consolato generale di Danimarca. Ieri, al centralino, si rifiutavano persino di fornire il nome del console generale, Susanne Linneet Aagaard. «Non possiamo rilasciare alcuna informazione. Ragioni di sicurezza» rispondevano allarmati prima di riagganciare.
«La protesta inscenata al consolato danese di Milano è l'ennesima bravata dei nostrani centri sociali. - ha detto il vicesindaco Riccardo De Corato - Ma l'aspetto su cui riflettere è che si muovono anche in virtù di presunti atti di solidarietà con altri compagni europei». Compagni internazionali.