Consorzio Ri.Rei. «A rischio i pazienti e 500 lavoratori»

LA LEGACOOP DENUNCIA «La Pisana inadempiente sui pagamenti e sugli accreditamenti delle strutture»

«Le vicende legate al Consorzio Ri.Rei. stanno assumendo ormai delle forme e dei toni che non sono più tollerabili. I ritardi e le inadempienze della Regione Lazio stanno esponendo quell’impresa a rischi talmente gravi che ci impongono di alzare il livello della nostra protesta»: ad affermarlo è il responsabile Dipartimento Welfare della Legacoop Lazio Pino Bongiorno.
«Vogliamo solo ricordare che il consorzio Ri.Rei. fu costituito nell’agosto del 2006, dietro sollecitazione della Regione Lazio, per rispondere a una situazione di grave crisi che si era venuta a creare nel nostro territorio a seguito della messa in liquidazione dell’associazione Anni Verdi - prosegue - Le Centrali cooperative misero a disposizione le loro migliori imprese in campo sanitario per costituire un soggetto unitario che si rifacesse ai principi di mutualità e avesse le caratteristiche non lucrative. Abbiamo sempre interpretato la scelta del movimento cooperativo come la più attinente ad affrontare complessi problemi che attenevano sia a questioni imprenditoriali di risanamento aziendale che a problematiche sociali di coesione, di rapporti con l’ambiente di riferimento». «È grazie al Consorzio se si è potuto dare continuità assistenziale agli utenti e occupazionale ai lavoratori - dice ancora Bongiorno - In questi anni Ri.Rei. ha affrontato e risolto decine e decine di problemi quotidiani, ha investito risorse umane ed economiche, ha migliorato gli standards assistenziali, ha costruito un forte rapporto con il mondo scientifico che ha supportato l’attività nei centri, ha risolto decine di problemi burocratici, ha ricreato fiducia fra le famiglie degli utenti, ha costruito un vasto movimento unitario attorno ai temi dell’autismo e non solo, ha affrontato campagne mediatiche rispondendo colpo su colpo a tutti gli argomenti che strumentalmente sono stati messi in campo. A tutto questo impegno del consorzio e del movimento cooperativo, non ha fatto riscontro un eguale atteggiamento da parte delle istituzioni. In particolare la Regione Lazio non ha ottemperato ai suoi doveri relativi ai pagamenti e all’accreditamento delle strutture. Il consorzio ha accumulato crediti per oltre 20 milioni di euro che stanno mettendo a rischio oltre 500 posti di lavoro, l’assistenza per oltre 1.200 disabili e la stessa sopravvivenza dell’impresa. Inoltre le inspiegabili lentezze con cui la Regione sta affrontando il tema dell’accreditamento continua a mantenere un clima di incertezza che dopo 3 anni di attività non è più tollerabile. Lentezze ancora più incomprensibili visto che in più sedi si erano individuati dei percorsi che non solo avevano il nostro consenso, ma rispetto ai quali, per renderli possibili, le imprese hanno iniziato anche a fare degli investimenti. Non è più possibile andare avanti così. Si stanno mettendo a rischio imprese del nostro territorio, occupati e servizi essenziali che sono legittimi diritti dei cittadini. Le inadempienze delle istituzioni rischiano di generare una grave crisi economica e sociale nella regione».
«Chiediamo al presidente Marrazzo - conclude Bongiorno - di essere ricevuti d’urgenza per affrontare in maniera definitiva tale questione che non possiamo che leggere come un attacco al mondo della cooperazione. In assenza di una risposta positiva ci vediamo costretti a indire per il giorno 28 maggio un manifestazione davanti alla Regione Lazio».