Constant e Palacio scaldano l’esordio di fuoco al Ferraris

(...) si ostina e va alla conquista del biglietto a ogni costo si perde comunque i primi due gol e una squadra che dà soddisfazione. Con la Sud chiusa, ci pensano i Distinti ad aiutare la Nord che non dimentica le polemiche e i tentativi della sindaco Marta Vincenzi di tradire il «tempio del Genoa e dei genoani».
La Nocerina fa vedere di giocare a memoria, ma il Genoa è deciso e ben messo in campo. Mesto e Constant creano sempre superiorità e occasioni, ma l’1-0 arriva casualmente al 14’. Erroraccio goffo del portiere Gori che rinvia nei piedi di Palacio, tutto solo al limite dell’area con la porta vuota davanti. Non passa un minuto che arriva il raddoppio da applausi. Constant recupera palla a metà campo, la offre a Merkel che di tacco gli restituisce l’opportunità di servire l’assist a Pratto. Il «cammello» difende bene in area e infila l’altro palo. Sembra finita lì. Sembra. Perché Frey resta l’unico spettatore in campo. Anche al 38’, quando il difensore della Nocerina Di Maio, subito dopo un’altra occasione per Palacio, trova una rovesciata in area che finisce sul palo opposto e si infila in rete. Applausi da tutto lo stadio per un gol da raccontare ai nipotini.
La ripresa si apre con una doppia magia di Palacio che al volo dalla riga di fondo campo la mette nell’unico centimetro quadrato di porta che vede e costringe il portiere in angolo. Dalla bandierina va Veloso e l’argentino si fa trovare sul primo palo: volée di piatto deliziosa e 3-1 al 3’. Il Genoa torna bello, ma la Nocerina colpisce in contropiede: un cross deviato dalla destra finisce sulla traversa e rimbalza nei piedi di Plasmati che a due metri dalla linea fa 3-2. I rossoblù sembrano amministrare in scioltezza e provare ottime trame anche con l’ingresso del sopraffino piede sinistro di Birsa. Ma all’89’ c’è la beffa. La Nocerina pareggia con Castaldo che mette dentro un cross nato da un’incertezza di Antonelli. Supplementari? Macché. C’è ancora il tempo per due miracoli del portiere Gori su Pratto smarcato in area e su un gran tiro di Mesto, prima del gol partita di Kakhaber Kaladze al 92’ che sfrutta un gran cross di Birsa.
Genoa promosso alla sfida del 24 o 29 novembre (al Ferraris contro la vincente fra Bari e Avellino), ma anche sul piano del gioco. E con tutte le cautele del calcio d’agosto vanno prese anche le pagelle dei protagonisti. Che non devono ingannare, così come d’altra parte il risultato finale con tanto di suspence. Perché non è mai facile dimostrare la differenza di categoria.
Frey sv: Già contattato da «Chi l’ha visto?». Appena riuscirà a dimostrare di essere stato ieri sera al Ferraris, andrà lui alla ricerca dei tre palloni finiti in rete senza che neppure potesse darci un’occhiata.
Mesto 7: Ma col caro benzina che c’è, come fa ad avere sempre il pieno?
Kaladze 7: Il punto in più se lo guadagna al 92’.
Dainelli 6: un istante prima di uscire per un dolorino fa in tempo a sbrogliare una situazione difficile in area. (dal 27’ pt. Granqvist 6.5: Ottima la chiusura su un contropiede della Nocerina. E non solo)
Antonelli 5: Secondo e terzo gol vengono dalla sua parte. E lui dimostra di essere sempre troppo preoccupato dell’avversario. Appena si avvicina alla metà campo si trasformerebbe anche, ma purtroppo deve fare il terzino.
Veloso 7: Miguel son mì. Mica quello dell’anno scorso.
Kucka 5.5: L’Inter ne compra metà? Ottimo affare per Preziosi. Basta dargli quello del primo tempo. Lezioso e indisponente sotto il sole, capisce di essere un giocatore del Genoa e da Genoa solo a ripresa già avviata.
Constant 8: Adesso si faccia avanti chi dice che il Genoa cede sempre alle richieste del Milan. Per chi non avesse capito che giocatore è, rimetta il nastro al 75’, quando Malesani è stato costretto a sostituirlo perché stremato. (dal 75’ Seymour 6.5: spiace per lui che debba sostituire il Beniamino francese: la pasta c’è ed è buona).
Merkel 6: Lui è a metà col Milan? Purtroppo Galliani s’è ricordato di mandare qui anche la parte acerba, perché solo quella buona sarebbe stata troppa roba. (dal 68’ Birsa 7: che piedi! Che testa!).
Palacio 7.5: I genoani dovrebbero fare un monumento alla testa dura di Pandev, sperando che non cambi mai idea. Quando la luce l’accende lui si potrebbe giocare in notturna senza riflettori. Se poi si scopre pure goleador...
Pratto 7: Non meritava di essere servito al 90’ solo in area davanti al portiere avversario. Sbagliare il gol partita per essere allo stremo delle forze è una cattiveria inaccettabile del destino. Un attaccante che vede gli spazi come lui, che non perde un contrasto aereo spizzando sempre per il compagno, che copre per 90’, che non tradisce un ordine ricevuto, e ha pure piedi buoni merita almeno la «bestemmia calcistica» di metà agosto: Gila sarebbe sicuro di trovare posto?
Malesani 7.5: Azzecca persino le difficoltà che il Genoa avrebbe avuto e l’importanza della vittoria. Avere un allenatore che «vede» tutti i cambi è cosa alla quale i genoani si stavano disabituando.
Preziosi 8: Dare il voto agli assenti può sembrare strano. Ma se la partita va valutata con tutte le cautele del caso, occorre anche dire che tanti giocatori di classe tutti insieme forse il Genoa non li aveva da... boh? Un paio di ritocchini, soprattutto dietro, e il voto salirebbe ancora.