Constantine alla ricerca del segreto di una vita

Di David Constantine sapevamo nulla, se non che avesse scritto In Another Country da cui Andrew Haigh aveva tratto nel 2015 il film 45 anni. Quando lo vidi mi fece pensare al Bergman di Scene da un matrimonio. Ma c'era in Bergman una teoria psicologica del rapporto di coppia che oggi mi appare troppo costruita. Nel film di Haigh tutto era invece concepito su dialoghi misurati e naturali, su sguardi e silenzi: erano rese perfettamente la dignità, la capacità di difendere l'uno la solitudine dell'altra, quello che si dicono e quello che tacciono due persone che condividono gran parte della vita.

Ora Constantine compare per la prima volta in Italia col romanzo La biografa, nato, sembrerebbe, da una costola dell'altra storia. Eric e Katrine sono una coppia felice da ventidue anni. Quando cominciamo a leggere, Eric sta per morire. Non ci sono segreti tra i due. Katrine è consapevole del primo matrimonio di lui e pure del suo amore con Monique, conosciuta in Francia quando era solo un ragazzo. Allora perché, con le ultime forze che gli restano, decide di raccontare alla sua compagna quel viaggio che ha compiuto in autostop dall'Inghilterra, un racconto però interrotto dalla malattia. Ma, prima che la morte sopraggiunga, Eric chiede a Katrine di farsi narrare il resto del viaggio dal suo migliore amico Daniel. Comincia così una ricerca in un passato conosciuto solo parzialmente. Qual è il segreto di una vita anche della vita di chi apparentemente conosciamo meglio?

La ricerca di quella parte di esistenza di Eric prima che i due si incontrassero, diventa non soltanto il riempitivo del vuoto causato dalla sua morte. Quel passato a lei sconosciuto che riemerge, che a mano a mano Katrine scopre leggendo lettere, parlando con Daniel o reinventandolo attraverso la sua immaginazione, è tutta la sua vita presente, come se la vita sconosciuta di Eric della quale non ha fatto parte fosse l'impossibile della sua. Constantine è un narratore sottile, profondo. Mentre ci fa credere che il centro del romanzo sia il segreto che nasconde il passato di Eric, è alla vita di Katrine che ci accorgiamo di appartenere, alla sua ricerca, al suo desiderio di conoscere, alla sua presenza viva e imponderabile. Quasi che il passato di Eric non sia che la sua (di Katrine) e nostra necessità di capire, ora e qui, se la nostra esistenza, nonostante tutto, abbia un significato, prima che uno scopo.