«Consulenza e formazione: siamo i manager dei lavoratori»

Stefano Colli Lanzi, amministratore delegato di Gi Group. Come vede il mercato del lavoro interinale in Italia?
«Male. Ad aprile abbiamo perso il 40 per cento di somministrazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».
E il mercato del lavoro generale?
«Lo vedo peggio. Finora non si è licenziato molto, grazie all’uso massiccio di ammortizzatori sociali. E per molti altri la crisi non è congiunturale».
Nessun segnale positivo?
«Alcuni, che ci fanno dire che la crisi, almeno a livello economico, ha raggiunto il suo punto di minima: non c’è crescita, ma un forte rallentamento nella caduta. Ma sul piano sociale il vero contraccolpo deve ancora arrivare. Penso al settore auto: oggi si parla di cassaintegrazione, domani di licenziamenti».
In quali altri settori ci saranno tagli?
«Direi soprattutto la metalmeccanica».
C’è un comparto economico che non subisce la crisi?
«Se per quello ce ne sono alcuni che crescono: informatica, call center, energie rinnovabili. Settori come grande distribuzione e farmaceutica sono invece rimasti pressoché stabili».
Cosa può fare chi perderà il lavoro?
«Assolavoro e il ministero delle Attività produttive hanno firmato un accordo per fornire, attraverso le agenzie per il lavoro, corsi di formazione gratuita indennità economiche ai lavoratori somministrati che si sono ritrovati senza impiego».
Che tipo di formazione?
«Declinata sulla condizione specifica della singola persona, che oggi le agenzie affiancano a 360 gradi. Se il suo percorso di carriera va nella direzione di un reinserimento aziendale, allora le viene fornito un corso di formazione “canonico”. Per alcuni lavoratori invece la formazione è improntata, ad esempio, allo sviluppo dell’autoimprenditorialità. All’inventarsi un lavoro, cioè. Dipende da ciò che il lavoratore e i nostri esperti valutano insieme essere la scelta migliore».
Formazione e consulenza: il campo d’azione delle agenzie interinali si è ampliato.
«Oggi non facciamo più soltanto coincidere offerta e domanda di lavoro. Oggi siamo i manager di chi non può avere un manager: dei lavoratori. E il riconoscimento di questo ruolo delle agenzie va nella direzione della realizzazione di quella idea di un welfare di “opportunità e responsabilità” che il ministro Sacconi ha presentato nel libro bianco».