Consulenza per l’Udeur

Guglielmo Ascione non è soltanto l’uomo che ha percepito quattro milioni di euro per ottenere la proroga di una concessione autostradale da parte del Ministero retto da un certo Antonio Di Pietro. E non è solo l’ex magistrato che nel 1995 archiviò un esposto di Sergio Cusani il quale aveva denunciato che alcune carte fornite dal faccendiere Pacini Battaglia, sulle quali Di Pietro aveva imbastito tutto il processo Enimont, erano state falsificate; Ascione archiviò, ma Cusani aveva ragione: nel 1996 infatti una perizia appurerà l’artefazione di quelle carte, ma l’esposto di Cusani ormai era stato archiviato. Ascione fu anche l’uomo che archiviò le accuse del pentito Salvatore Maimone che a Firenze, nel 1993, aveva sostenuto che un autoparco milanese gestito dalla mafia aveva le coperture di magistrati tra i quali un certo Antonio Di Pietro. E fu anche l’uomo che informava indirettamente Di Pietro, nel tardo 1994, dell’ispezione ministeriale che stavano predisponendo contro di lui; come appurato da una sentenza del 1997, lo schema era questo: l’ispettore Domenico De Biase informava Ascione che informava il giornalista Maurizio Losa che informava Di Pietro. Insomma, Ascione era tante cose. Se l’Udeur vuol fare esposti contro Di Pietro, almeno, li faccia bene.