Consulenze per 7 milioni, procuratore indagato

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Un’indagine penale per abuso d’ufficio, un fascicolo che sarà aperto nelle prossime ore a Roma dal Consiglio superiore della magistratura e un accertamento disciplinare disposto dal ministro della Giustizia: sono tre le verifiche sul procuratore capo di Pinerolo, Domenico Marabotto, e sulle sue scelte investigative. Al centro delle verifiche le consulenze per oltre 7 milioni di euro affidate in procedimenti aperti a Modello 45, quindi relativi ad atti e indagini che non costituiscono notizia di reato. In particolare, il procuratore aggiunto di Milano Corrado Carnevali sta compiendo degli accertamenti per capire come mai a partire dal 2002 una decina di studi professionali della zona hanno avuto questi consistenti incarichi professionali.
Tutto è nato lo scorso gennaio dopo un’ispezione compiuta dagli ispettori di via Arenula che nella loro relazione conclusiva evidenziavano congrui compensi assegnati a professionisti ed esperti per valutare accuse in fascicoli ancora senza indagati. Ma il procuratore non ci sta e si difende: «Prima di disporre le consulenze - commenta - abbiamo valutato il rapporto tra costi e benefici. E i risultati, ora, parlano chiaro: stiamo permettendo all’Agenzia per le Entrate di recuperare somme superiori di tre o quattro volte a quelle spese dalla nostra procura. Ho semplicemente deciso di far controllare da esperti i conti delle aziende del territorio di mia competenza. E finora questa prassi ha fatto emergere irregolarità contabili per enormi somme di denaro». Le consulenze in questione, anticipate da La Stampa, sono circa 250, e per Marabotto hanno prodotto buoni frutti: «L’altro giorno abbiamo scoperto un’evasione di 500mila euro, ed è solo un esempio fra i tanti».
Marabotto cerca di minimizzare anche il fatto che una quarantina degli incarichi disposti sono stati affidati a una società in cui lavora un cancelliere della Procura: «Questa persona svolge - replica -, con la moglie, anche la professione di tributarista. Noi, peraltro, inviamo gli esiti dei nostri accertamenti al ministero delle Finanze». Il procuratore parte poi in contropiede: «Possibile che proprio adesso - si interroga - che stiamo arrivando a dei risultati concreti emerga la notizia dell’inchiesta di Milano? È una combinazione?».
Anche al Csm si sta decidendo se aprire o no un fascicolo sulla vicenda per chiarire le scelte compiute dalla procura di Pinerolo e verificare eventualmente incarichi affidati e l’attività di consulenza compiuta dai vari studi professionali.
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