Consulenze d’oro, Toscana sotto inchiesta

Tra i progetti nel mirino quelli sulla spiritualità femminile e sul monitoraggio delle televendite

Simone Innocenti

da Firenze

È una vera e propria «Sprecopoli» quella scoperta dalla Guardia di finanza in Toscana. Gli investigatori, coordinati dal pm Acheropita Mondera Oranges della Corte dei conti, hanno infatti concluso l’inchiesta sulle consulenze esterne affidate dalla Regione. Sessantatré funzionari, che tra il 2003 e il 2005 hanno lavorato per giunta e Consiglio, sono stati segnalati alla Procura contabile: sarebbero loro, secondo le risultanze delle indagini, i responsabili amministrativi di un danno erariale che viene quantificato in 3,4 milioni di euro. È venuta alla luce, insomma, una vera e propria giungla di incarichi esterni che adesso è al vaglio della Corte dei conti.
L’inchiesta è nata alla fine del 2004, quando il pm Mondera ha deciso di aprire il delicato dossier consulenze. Proprio per questo motivo i finanzieri del Gruppo servizi vari (una «costola» del Nucleo regionale di Polizia tributaria) hanno concentrato la loro attenzione sui lavori esterni affidati dal Consiglio regionale e dalla giunta del governatore Ds Claudio Martini, eletto nel 2000 e riconfermato quest’anno.
Nel mirino delle Fiamme gialle sono quindi finiti 1.700 provvedimenti che, nei mesi scorsi, a più riprese, sono stati acquisiti negli uffici della Regione. Dopo oltre un anno di indagini, ben 178 consulenze esterne sono risultate «sospette» dal punto di vista amministrativo: 43 i provvedimenti contestati emessi da otto dirigenti del Consiglio regionale, 135 quelli della giunta affidati da 51 dirigenti.
Non c’è, insomma, un solo ufficio che si salvi. Particolare curioso: per individuare i profili professionali, le varie tipologie e mansioni gli investigatori hanno preso a prestito, oltre alla pianta organica degli impiegati, anche «Le professionalità in Regione Toscana», un volume edito dalla stessa Regione nel settembre 2001.
Qualche esempio: nel 2002 oltre 100mila euro sono stati spesi per un progetto sulla «spiritualità femminile in Toscana», mentre oltre 40mila euro hanno preso il volo per una consulenza sul monitoraggio delle trasmissioni di televendite offerte da emittenti televisive della Regione quando, dicono gli inquirenti, in Regione erano già presenti 12 funzionari per i processi di comunicazione e ben 86 per le tecnologie e l’informazione.
In questa selva di incarichi esterni, insomma, spunta davvero di tutto. Un funzionario del Consiglio regionale ha affidato due incarichi esterni per una ricerca giuridica che sono costati, nel 2003, circa 10mila euro. Secondo la Finanza è un ennesimo danno erariale, dato che nella pianta organizzativa della Regione figurano ben 240 funzionari giuridico-amministrativi e altri 20 per i processi giuridici: qualcuno di loro, sostengono gli investigatori, poteva fare benissimo questo tipo di lavoro.
Tra le spese «minori» anche 10mila euro per l’elaborazione di un piano di comunicazione e per l’individuazione di un logo a favore del difensore civico regionale quando nel 2004 in Regione c’erano già 24 funzionari impiegati nella comunicazione e nella pubblica relazione.
Più corposo il dossier delle Fiamme gialle che riguarda gli incarichi della giunta regionale. Nel 2002 sono state contestate 46 consulenze. Anche in questo caso c’è l’imbarazzo della scelta: i «corsi di guida in fuoristrada» per il servizio anti-incendi boschivi sono costati alla Regione oltre 79mila euro in violazione di una norma emessa dalla stessa Regione.
Trentamila euro sono finiti a consulenti esterni per il riordino degli archivi civici bypassando il lavoro di 21 funzionari. Altri 47mila euro sono stati stanziati per un incarico professionale finalizzato allo «sviluppo di un quadro coerente di norme speciali generali per l’affidamento dei servizi di Tpl», oltre che per l’approvazione dello schema di contratto e l’assunzione di impegno della spesa. Peccato però, dicono gli investigatori, che all’interno della Regione ci fossero già 216 funzionari giuridico-amministrativi e 20 funzionari per i processi amministrativi.
Nell’arco del 2004 il ricorso agli incarichi esterni è continuato senza soluzione di continuità: la Finanza ha contestato 39 consulenze, tra cui spuntano un’indagine telefonica su «La soddisfazione delle utenti del percorso materno infantile» (6mila euro), un’indagine preliminare sulle «forme di aggregazione delle aziende operanti nel campo dei servizi pubblici» (49mila euro), la redazione di linee-guida per la progettazione verde e la riqualificazione ambientale di strade regionali (36mila euro) e – ciliegina sulla torta – anche un’indagine telefonica su «L’ascolto delle emittenti radiofoniche locali in Toscana» da oltre 22mila euro.
Una consulenza sulle «Strategie di comunicazione del piano regionale della mobilità e della logistica» è stata pagata 118mila euro. E infine si trova anche una consulenza del tutto particolare: un incarico per la «verifica e i controlli relativi ai progetti di indagine da parte della Guardia di finanza» costata 5mila euro.