Consulenze inutili, Marotta concede il bis

Per il viceprocuratore generale «le mansioni potevano essere assolte da personale interno»

Massimo Malpica

Le consulenze esterne sono come le ciliege, una tira l’altra. E così dopo aver raccontato un paio di settimane fa dei dubbi sollevati dalla Corte dei conti del Lazio per l’incarico conferito nel maggio del 2004 alla dottoressa A.S. dal «difensore civico» del Campidoglio, Ottavio Marotta, ecco che oggi spunta un’altra «esternalizzazione», stavolta affidata dall’esperto avvocato (fondatore nel 2001 della lista Veltroni) a un giornalista. E anche questo contratto è finito sul tavolo dei magistrati contabili, che appena a marzo scorso hanno chiesto lumi a Marotta con una lettera-fotocopia di quella di cui ci siamo già occupati.
Se Marotta e il direttore dell’ufficio del Difensore civico, Costantino Frate, avevano investito «solo» 5mila euro per trovare qualcuno che «cercasse» stagisti per la struttura, in quelli stessi giorni della primavera di due anni fa l’avvocato dei «sudditi» di Veltroni aveva un’altra esigenza: realizzare un «progetto di comunicazione stampa e immagine del Difensore civico». Progetto a tempo, ovviamente, con scadenza a sei mesi, e retribuito dignitosamente: 15mila euro lordi. Marotta, che è piuttosto sbilanciato sulla maggioranza, per cui ha parteggiato in passato e dalla quale è stato nominato per la poltrona che occupa, sceglie di affidarsi a Roberto Roscani, già vicedirettore dell’Unità, già vicedirettore di Rinascita, già coordinatore a Kataweb, già direttore del portale Vivacity e ora direttore del giornale online di enogastronomia Cucina&Cantina. Insomma, un professionista affermato, dal curriculum lungo e vario, anche se piuttosto monocolore.
Tant’è. Di certo alla Corte dei conti non importa molto né della collocazione politica né delle esperienze lavorative del consulente assunto da Marotta. Anzi, nel bacchettare il difensore civico per lo sperpero di denaro pubblico invitandolo a presentare le proprie deduzioni, il viceprocuratore generale Maurizio Zappatori rileva proprio come Roscani sia troppo qualificato per quell’incarico. Che, scrive il magistrato, «è basato su di un progetto di contenuto generico, redatto in tre pagine dattiloscritte, predisposte dallo stesso soggetto incaricato della consulenza e contenente indicazioni approssimative in merito a contatti con organi di informazione e alla promozione dell’immagine e dell’attività del difensore civico attraverso i media». Insomma quell’«attività meramente operativa» secondo Zappatori «non presentava elementi particolarmente specialistici tali da giustificare il ricorso a personale esterno», un punto su cui la Corte dei conti non ha dubbi. Tanto da ribadire che «per lo svolgimento delle suddette funzioni non era richiesta una particolare professionalità» e che «le funzioni affidate al dottor Roscani potevano essere svolte da funzionari dipendenti comunali».
Ma così non è stato, e dunque quei 15mila euro sono «un danno per il Comune di Roma», un danno economico provocato da Costantino Frate e Ottavio Marotta. La loro «colpa grave», ricordano i magistrati contabili, è aver «contribuito in maniera determinante per il conferimento al dottor Roberto Roscani, persona estranea all’amministrazione, di un incarico per lo svolgimento di mansioni che potevano essere assolte da funzionari comunali».
Forse, per chi ha tra le sue funzioni quella di combattere atti illeciti o illegittimi, negligenze o abusi del «sistema» Campidoglio, sprechi e consulenze dannose - e in serie - sarebbero da evitare.