Consulta, un’altra fumata nera Violante prende i voti di Silvestri

Il candidato del centrosinistra non ce la fa per 29 voti. Giallo su 30 preferenze finite al capogruppo ds. Casini: «Gli accordi vanno rispettati, l’intesa è confermata»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Un tentativo di imboscata tutto interno al centrosinistra o le tante assenze, soprattutto nel centrodestra? La seconda bocciatura di Gaetano Silvestri, il candidato della sinistra sul cui nome (l’altro, Luigi Mazzella, è stato eletto subito) si era concluso l’accordo dei due Poli, si è consumata ieri mattina in un’aula appositamente convocata in seduta plenaria, dove mancavano 179 deputati (di cui 62 in missione, cioè assenti giustificati) e 113 senatori (di cui 48 in missione). Presenti all’80 per cento i parlamentari del centrosinistra, mentre a destra picco negativo di assenze di An con 44 deputati presenti su 96 e 20 senatori su 47.
Ma non sono state le assenze a causare la bocciatura di Gaetano Silvestri. Sarebbe bastato che i 30 voti finiti sul nome di Luciano Violante fossero stati invece per Silvestri, a cui per essere eletto ne sono mancati 29. E 29 sono stati anche gli assenti dei Ds e della Margherita.
Queste coincidenze hanno fatto sospettare molti che si tratti di una sottile vendetta di chi nel centrosinistra avrebbe preferito mandare alla Corte Costituzionale Luciano Violante e non «un suo clone», come alcuni hanno definito il professore Silvestri. Si tira fuori da ogni accusa Elio Vito, il capogruppo di Forza Italia, che ribadisce la disponibilità del suo gruppo a votare Silvestri anche nelle prossime sedute. «I voti a Violante? - è il suo commento - Chiedete a loro, c’è una guerra interna all’opposizione che, piuttosto, è irresponsabile quando abbandona l’aula impedendo la discussione di una legge importante come la Comunitaria». «È stato violato un patto», accusa invece il centrodestra la ds Anna Finocchiaro. «Credo - aggiunge - sia un fatto molto preoccupante. Evidentemente non siamo in una situazione di relazione tra maggioranza e opposizione per consentire che in questo paese le regole scritte e non scritte, vengano rispettate».
Che si tratti di un fatto grave di cui la stessa maggioranza è dispiaciuta lo pensa anche Luca Volontè dell’Udc: «Vogliamo mantenere gli impegni su un tema assolutamente importante come questo, come abbiamo già dimostrato rispetto all’authority per le Telecomunicazioni». Mentre Carlo Taormina fornisce un’altra interpretazione dell’insuccesso di Silvestri: «Si tratta di un professore universitario altamente caratterizzato come comunista ideologicamente e operativamente impegnato persino più di Luciano Violante, sacrificato nonostante sia sicuramente più moderato del costituzionalista oggi bocciato. Molti deputati e senatori della Cdl non possono accettare questa candidatura, giacché avrebbero votato più volentieri Luciano Violante». Si dice convinto che Silvestri ce la farà alla prossima seduta, convocata per mercoledi prossimo, Renato Schifani, che definisce «sospetti» i 30 voti dati a Violante. «Se esiste qualche problema, questo non abita certo nella Cdl» - spiega Antonio Leone vicepresidente gruppo Fi -. Le ragioni del doppio flop sono ricollegabili allo scollamento in atto nell’Unione». Nuovo tentativo mercoledi. Casini garantisce: «Rivoteremo Silvestri, gli accordi vanno rispettati».