Consulta, De Siervo: "Noi non siamo di parte Il legittimo impedimento è rinviato a gennaio"

Ugo De Siervo succede a Francesco Amirante alla presidenza della Corte Costituzionale. La Consulta rinvierà
l’udienza sul legittimo
impedimento il prossimo gennaio. Il neo presidente: "Vogliamo giudicare in un clima più tranquillo per evitare letture politicizzate della sentenza" E poi: "Non è un regalo al presidente del Consiglio"

Roma - La Corte Costituzionale rinvierà l’udienza sul legittimo impedimento a gennaio per "giudicare in un clima più tranquillo" vista la concomitanza con il voto di fiducia al governo. A deciderlo è stato Ugo De Siervo, il neoeletto presidente della Consulta che succede a Francesco Amirante. A eleggerlo sono stati, a scrutinio segreto, i 15 giudici della Consulta: ce l’ha fatta sull’altro candidato, Alfonso Quaranta, per un solo voto. Nello scrutinio del ballottaggio, De Siervo ha avuto otto voti contro i sette di Quaranta.

Rinviato il legittimo impedimento La Corte Costituzionale rinvierà l’udienza (e quindi non solo la decisione) sul legittimo impedimento il prossimo gennaio, in origine fissata il 14 dicembre, per "giudicare in un clima più tranquillo per evitare letture politicizzate della sentenza" vista la concomitanza con il voto di fiducia al governo in Parlamento. Ma il rinvio non è un "regalo" al premier Silvio Berlusconi, ha assicurato De Siervo.

Resterà in carica fino al 29 aprile del prossimo anno. Alla Corte è arrivato nel 2002 eletto dal Parlamento su indicazione del centrosinistra. Nella corsa alla presidenza è stata dunque rispettata l’anzianità di carica e De Siervo - già vicepresidente con Amirante - ha avuto la meglio sull’altro candidato, il giudice costituzionale Alfonso Quaranta.

Nessun orientamento precostituito Per il neoeletto presidente della Consulta è "inaccettabile", oltre che "sbagliato e particolarmente offensivo", dire che la Corte Costituzionale "abbia orientamenti precostituiti". "La prima fedeltà è quella di essere liberi, imparziali, e di non avere vincoli di appartenenza. La Corte Costituzionale si forma liberamente i propri giudizi nella dialettica del collegio", ha sottolineato De Siervo. Facendo riferimento al fatto di essere stato eletto presidente con un solo voto in più De Siervo ha rilevato l’importanza di "un franco confronto" all’interno della Corte, "indice che i giudici sono persone con idee diverse". Ma ciò non significa che, ha ribadito, ci siano "orientamenti precostituiti", anche perché "ogni anno la Corte adotta 3-400 decisioni e posso garantirvi che la maggioranza sono diverse e disomogenee, mutevoli nel tempo".

La nomina del vicepresidente Il primo atto del neoeletto De Siervo è stato quello di nominare Paolo Maddalena come suo vice. "Io e Maddalena siamo gli ultimi dei Mohicani perché è la terza volta che decidiamo su cause delicate", ha detto De Siervo facendo riferimento alle due precedenti decisioni che la Corte ha preso sul lodo Schifani e sul lodo Alfano, e su quella che è imminente relativa al legittimo impedimento.

Professore universitario Nato a Savona ma è fiorentino di adozione, De Siervo si è laureato nel 1965 con 110 e lode alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze, dove nel 1969 diventa assistente ordinario di diritto costituzionale. Nel 1972 diventa professore incaricato nella Facoltà di giurisprudenza di Sassari e poi di Firenze, mentre nel 1976 vince il concorso a cattedra di diritto pubblico e va ad insegnare nelle Università di Salerno e Firenze. Attualmente è professore (in aspettativa) di diritto costituzionale presso la Facoltà di giurisprudenza di Firenze.

Diritto costituzionale Coordinatore del dottorato di ricerca in diritto pubblico presso l’ateneo fiorentino dal 1982 al 1993, è stato direttore di numerosi gruppi di ricerca in vari settori del diritto costituzionale e del diritto delle regioni e degli enti locali. E' autore di molti scritti di storia costituzionale, sistema delle fonti, libertà e diritti costituzionali, sistema regionale, processo di costituzionalizzazione dell’Europa. De Siervo è stato componente dal 1970 al 1974 del Comitato regionale di controllo (Coreco) della Toscana, dal 1986 al 1993 del Consiglio superiore della pubblica amministrazione, dal 1997 al 2001 del Garante per la protezione dei dati personali. Nel 1988 è stato inserito nell’elenco entro cui eventualmente sorteggiare i giudici aggregati della Corte costituzionale nei casi di giudizi penali. Il Parlamento lo ha nominato giudice costituzionale su indicazione del centrosinistra il 24 aprile 2002. Il suo mandato novennale alla Consulta scadrà il 29 aprile del 2011. Tra le numerose sentenze scritte come giudice costituzionale, quelle sul conflitto tra Stato e Regioni sul nucleare sono tra le più recenti.