Consulta, ennesima fumata nera per Pecorella

A Montecitorio, dove le assemblee di Camera e Senato sono chiamate a eleggere il nuovo componente della Corte Costituzionale, è mancato il numero legale. Convocato il Parlamento per lunedì prossimo. Stesso flop anche per la nomina della presidenza di vigilanza Rai

Roma - Niente da fare per Gaetano Pecorella.Niente da fare per Leoluca Orlando. Nuove fumate nere per i rispettivi candidati alla Consulta e alla presidenza della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. A Montecitorio, dove le assemblee di Camera e Senato sono chiamate ad eleggere il nuovo componente della Corte Costituzionale,è mancato il numero legale e il presidente di turno ha convocato il Parlamento in seduta comune per lunedì prossimo alle 15. Stessa scena a Palazzo San Macuto dove si sono presentati solo alcuni parlamentari dell’opposizione e il candidato alla presidenza Leoluca Orlando.

La fumata nera per la Consulta Sono stati solo 87 i deputati e senatori che hanno partecipato, questa mattina nell’Aula di Montecitorio, alla votazione per eleggere un giudice della Corte Costituzionale: meno del 10% degli aventi diritti. Anche questa mattina, come era successo ieri sera, nel Parlamento in seduta comune è mancato il numero legale. Il vicepresidente della Camera, Antonio Leone, ha comunicato, ad un’aula sostanzialmente vuota, che la prossima votazione è in calendario per lunedì 20 ottobre alle ore 15. Anche in quel caso, ammesso che si raggiunga il numero legale, sarà richiesta la maggioranza dei tre quinti.

Nuovo flop per la Rai E sono 23. A tanto ammontano ormai le votazioni andate a vuoto per l’elezione del presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Oggi alla reiterata assenza dei commissari di maggioranza, a far mancare il numero legale ha anche contribuito lo sciopero dei trasporti che ha costretto deputati e senatori a anticipare la partenza. Così a Palazzo San Macuto si sono presentati solo alcuni parlamentari dell’opposizione e il candidato alla presidenza Leoluca Orlando. L’esito della votazione odierna era scontato, considerato che il Pdl aveva già stabilito ieri di volersi prendere una "pausa di riflessione" e che quindi non avrebbe partecipato alle votazioni per il giudice della Consulta, ritenuto un obiettivo prioritario rispetto alla normina del presidente della Vigilanza. La commissione è stata riconvocata per lunedì prossimo per due votazioni: alle ore 18 e alle 22.

Berlusconi incontra i capigruppo È durato circa cinquanta minuti l’incontro a palazzo Chigi tra il premier Silvio Berlusconi, i capigruppo del Pdl di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri e il vicecapogruppo del Popolo delle libertà a Montecitorio, Italo Bocchino. Nell’incontro, spiegano fonti di maggioranza, il Cavaliere ha chiesto al gruppo parlamentare del Popolo delle libertà di seguire passo passo la trattativa su Rai e Consulta e di tenere in modo ufficiale e informale i rapporti con le opposizioni. Oggi, dunque, proseguiranno i contatti e potrebbero esserci nuovi incontri tra i rappresentanti dei due schieramenti. "Ci saranno altri sviluppi - ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - ma al momento non c’è una soluzione già pronta".

La posizione del Pdl Niente rese, ma per ora un via libera al confronto con l’opposizione per la ricerca di una soluzione. Silvio Berlusconi indica la linea per sciogliere il rebus Consulta e quello della Rai. E lo fa in occasione del vertice di oggi a palazzo Chigi con i capigruppo di Camera e Senato del Pdl. "Si è parlato di metodo e di come procedere insieme», spiega all’AdnKronos chi sta seguendo da vicino le trattative per sbloccare la situazione. Niente "rosa di nomi", dunque, è stata tirata fuori questa volta. Il premier ha voluto impostare la rotta da seguire nei prossimi giorni. Restano, insomma, ancora incerti i tempi per le nomine. Per ora, tutto è stato rinviato alla prossima settimana. Intanto, le diplomazie proseguiranno a lavorare per una soluzione e si intensificcheranno i contatti tra gruppi di maggioranza e opposizione. Secondo fonti del Pdl, se entro il fine settimana non ci fossero novità da parte del Pd sull’indicazione di Pecorella (allo stato sostenuto sempre dal Cavaliere) alle votazioni di lunedì, le posizioni si azzererebbero. Come in una sorta di gioco dell’oca, infatti, si ripartirebbe dalla casella iniziale con nuovi candidati per la Consulta e la Vigilanza Rai.

I guai nel Pd Il veto dei Democratici su Pecorella inevitabilmente farebbe cadere la candidatura dell’esponente dell’Idv, Leoluca Orlando. Ambienti della maggioranza spiegano che il Cavaliere ha dato una sorta di imprimatur a questa procedura di contatti diretti con il centrosinistra anche perchè in questo momento, le priorità di un presidente del Consiglio sono altre: a cominciare dalla difficile situazione economica. Il premier, dunque, sostiene appieno il confronto con l’opposizione. Dietro la strategia aperturista del Cavaliere, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti della maggioranza, ci sarebbe l’intenzione di favorire una soluzione ma senza dover essere lui a togliere le castagne dal fuoco a Walter Veltroni, alle prese con una difficile convivenza con l’Idv anche per il nodo ancora aperto delle elezioni in Abruzzo. L’obiettivo finale, secondo gli stessi rumors, è che il Pd riesca a convincere Antonio Di Pietro ad accettare il sacrificio di Orlando a favore di un altro candidato, sempre dell’Italia dei valori. E quello sarebbe chiaramente un segnale distensivo, un vero passo in grado di sbloccare la vicenda. A quel punto, ma solo a quel punto, è il messaggio, anche sul versante Consulta le cose potrebbere evolvere al meglio.

La Bonino e Pannella scrivono a Napolitano Marco Pannella e Emma Bonino hanno inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una lettera aperta per chiedere di essere ricevuti al Quirinale "entro questo fine settimana" insieme con il presidente della Camera Fini, il presidente dell’Autorità della concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà e il Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni Corrado Calabrò. "Vista la straordinaria gravità della paralisi anti-costituzionale del Parlamento italiano e della crisi istituzionale strutturale che riduce sempre più all’impotenza i massimi garanti istituzionali, constatato il persistere e ora anche la sostanziale formale eliminazione dai diritti costituzionali dei soggetti radicali, in quanto tali e a livello personale dei loro dirigenti - si legge nella lettera - Le scriviamo per chiedere a Lei di essere urgentemente ricevuti entro il presente fine settimana, per un incontro congiunto dei destinatari della presente missiva con una delegazione Radicale della quale faremmo parte".