«Consulta islamica segnale di debolezza»

Si riunirà oggi per la seconda volta la Consulta islamica, ad un mese esatto dal primo incontro, con il ministro Castelli che torna ad attaccare il collega di governo Pisanu per averla costituita e l’ex ministro Calderoli di nuovo al centro delle polemiche. L’incontro, secondo l’ordine del giorno, sarà tutto incentrato sulle «problematiche relative all’integrazione», dalla scuola al lavoro, ma difficilmente gli esperti del mondo islamico, riuniti al Viminale, potranno evitare di prendere in considerazione gli attacchi di Al Zawahiri, numero due di Al Qaida, all’Occidente, con un chiaro riferimento a «quel ministro italiano che ha indossato le caricature criminali del profeta» e la risposta dell’ex ministro: «Io non ho provocato nessuno ma, semmai, ho avuto il coraggio di rispondere a provocazioni intollerabili». Per il ministro della Giustizia Castelli la Consulta islamica è un «segnale di debolezza»: lo aveva detto subito dopo la prima riunione, assicurando che se fosse stato presente al Consiglio dei ministri, avrebbe votato contro la proposta di recepire quel documento, e torna a ripeterlo alla vigilia della seconda: «È un segnale negativo tremendo di debolezza dello Stato. Per questo - ha spiegato il ministro della Giustizia - ho contestato a Pisanu la Consulta. Si rispettino le leggi dello Stato, punto. Cosa andiamo a cercare». Ai rappresentanti della consulta è stato chiesto di individuare delle priorità sui temi legati all’integrazione. Oggi si parlerà quindi di cittadinanza, scuola, lavoro, anche se alcuni, tra cui l’Ucoii, chiederanno che si dia più spazio a temi strettamente religiosi, come la costruzione di nuove moschee.