Consulta, lascia Capotosti e spuntano le «quote rosa»

Vicina all’addio anche Fernanda Contri. «Almeno 40 colleghe in grado di succedermi»

Anna Maria Greco

da Roma

«Quote rosa» alla Consulta? Ieri è stato l’ultimo giorno di udienza pubblica per il presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti e per i due vicepresidenti, Guido Neppi Modona e Fernanda Contri. L’unica donna che siede all’Alta Corte, e la prima ad esserci arrivata in 50 anni, lascerà il posto il 6 novembre per la fine del mandato novennale come gli altri due di nomina presidenziale. E il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, dovrà nominare i nuovi giudici.
La Contri saluta con un augurio: «Che vengano presto alla Corte altre donne». Non fa nomi, ma precisa che almeno in 40 possono ambire alla poltrona. «L’assenza di una donna - aggiunge - in un organo deliberante è sintomo di assenza di democrazia». Appoggia la sua richiesta il presidente emerito della Consulta Cesare Ruperto che vorrebbe almeno due donne alla Corte.
Capotosti non è così convinto e spiega che «molte donne non hanno alle spalle un curriculum come quello dei colleghi uomini, perché purtroppo sono state bloccate prima nella loro carriera». Il presidente uscente precisa: «Per me va bene sia che vengano nominate tre donne, sia che non ne venga nominata nessuna».
I nuovi giudici saranno scelti dal Quirinale tra gli avvocati con 20 anni d’iscrizione all’albo, i magistrati delle giurisdizioni superiori e i docenti di materie giuridiche. Tra le possibili candidate sono Elena Paciotti, ex-presidente dell’Anm ed ex-europarlamentare Ds, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e la costituzionalista Lorenza Carlasarre. Tutte legate al centrosinistra. Altri pretendenti potrebbero essere ex-presidenti delle Authority, come Stefano Rodotà e Giuseppe Tesauro, o accademici come il costituzionalista Beniamino Caravita e l’amministrativista Giandomenico Falcon.
Annibale Marini, giudice anziano della Consulta e favorito alla presidenza, ha rivolto a Capotosti, Contri e Neppi Modona il discorso di saluto della Corte. Eletto su designazione di An, Marini lascerà a sua volta la Consulta il 9 luglio del 2006 e per sostituirlo si fa da tempo il nome dell’avvocato di Matera, Nicola Buccico, laico del Csm indicato dal partito di Fini.