Consulta, dal Pd arriva il "niet" su Pecorella

La mina Di Pietro fa saltare nuovamente il dialogo. Dopo una riunione del coordinamento dei democratici arriva la nuova linea di Veltroni e dei suoi: "Impedimento istituzionale, su Pecorella è no. Il Pdl faccia un altro nome". La replica: "Il nostro candidato rimane Pecorella"

Roma - La mina Di Pietro è esplosa ancora una volta al centro del tavolo, dove Pd e Pdl stavano imbastendo un nuovo timido tentativo di dialogo. Sulle nomine del presidente della commissione di Vigilanza Rai e del membro della Corte Costituzionale si torna in alto mare. Il Pd, che nel pomeriggio ha riunito il coordinamento del partito, esce dalla riunione con un no alla candidatura di Gaetano Pecorella alla Consulta. Salta quindi l'accordo che doveva portare il laico del Pdl tra gli ermellini e Leoluca Orlando, dell'Idv, alla presidenza della commissione di Vigilanza sulla tv di Stato.

Il no del Pd "Confermiamo - spiegano i capigruppo parlamentari del Pd Antonello Soro e Angela Finocchiaro che l’avvio, che inevitabilmente si determinerebbe, dell’iter di autorizzazione a procedere nei confronti di un giudice costituzionale, per la prima volta nella storia della Repubblica, costituisce un impedimento istituzionale obiettivo. Confermiamo altresì - prosegue la nota - la nostra disponibilità a contribuire alla elezione del giudice della Corte Costituzionale, attesa da troppo tempo, sulla base di una indicazione che spetta al Pdl e che non presenti profili di incompatibilità istituzionale".

Pdl: il nostro candidato rimane Pecorella Il candidato del Pdl per l’elezione di un giudice costituzionale resta Gaetano Pecorella. La decisione è stata confermata al termine di una riunione a Via dell’Umiltà tra i vertici del partito e i capigruppo. "Ribadiamo che domani, in occasione della seduta comune del Parlamento per eleggere un componente della Corte Costituzionale, i gruppi del Pdl di Camera e Senato voteranno l’on. Gaetano Pecorella". Lo si legge in una dichiarazione dei presidenti dei gruppi Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto.

Cicchitto: grave errore "La decisione del Pd costituisce un gravissimo errore. La motivazione del rifiuto è insostenibile ed inaccettabile. Per parte nostra abbiamo fatto una proposta di alto profilo, volta proprio a sbloccare la situazione". È quanto ha detto Fabrizio Cicchitto. "Prima l’IdV e adesso, purtroppo, il Pd hanno assunto una posizione negativa impedendo una soluzione. Ora bisognerà riflettere sulla situazione che presenta aspetti assai seri", conclude

La replica di Pecorella E' laconico Gaetano Pecorella dopo la "stroncatura" del Pd: "Non voglio rilasciare alcuna dichiarazione". Poi l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera spiega che la candidatura al seggio alla Consulta "non è mia, ma del partito". "No comment", infine, su ogni mossa futura.

Valutazione su Orlando "Domani faremo un’ulteriore verifica con Di Pietro". Così la Finocchiaro risponde ai giornalisti che le chiedono se Orlando resti il candidato delle opposizioni per la Vigilanza Rai alla luce del no del Pd alla candidatura di Pecorella alla Consulta. E alla domanda se è ipotizzabile un altro candidato dell’Idv, il presidente dei senatori democratici risponde: "Ne parleremo domani con Di Pietro".

Di Pietro: "Baratti inaccettabili" Da parte sua Antonio Di Pietro è soddisfatto. "È uno scandalo scambiare un atto dovuto come il voto di Orlando alla Vigilanza Rai con il voto di Pecorella alla Consulta" dice il leader dell’Italia dei Valori. Poi aggiunge: "Anche se il Pd ha deciso di dire no a Pecorella, sul fronte della commissione di Vigilanza per noi non cambia niente: il candidato era Orlando e da lì non ci muoviamo".