Consulta, il tris di Ciampi: l’ex ministro Cassese Tesauro e l’outsider Saulle

Smentiti i pronostici della vigilia che davano favoriti Gaetano Gifuni e il sindaco di Napoli, Jervolino. Plauso unanime dal mondo politico

Stefano Zurlo

da Milano

La ridda delle indiscrezioni è andata avanti fino all’ultimo: poi alle 19.01 un flash dell’Ansa ha chiuso i giochi. Carlo Azeglio Ciampi ha nominato i tre nuovi giudici della Corte costituzionale: sono Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro. I tre sostituiscono Alberto Capotosti, che ha ricoperto il ruolo di presidente, ora scoperto, e i due vice presidenti Fernanda Contri e Guido Neppi Modona, il cui mandato scade ufficialmente il 6 novembre. Il decreto è stato controfirmato dal premier Silvio Berlusconi che in mattinata è salito al Colle e si è intrattenuto con Ciampi per oltre due ore. Per tutta la giornata il tam tam è stato inarrestabile: ancora nel pomeriggio era molto accreditato Gaetano Gifuni, segretario generale del Quirinale, poi il suo nome è uscito dalla terna. C’è chi ipotizza una sua rinuncia, ma secondo un’altra scuola di pensiero avrebbe perso al ballottaggio con Tesauro. Lo stesso Cassese avrebbe coltivato il dubbio prima di rispondere sì alla chiamata.
Nel garbuglio di nomi veri, probabili e inverosimili, era circolata anche la candidatura di Rosa Russo Jervolino; tanto che lei aveva chiesto preventivamente un parere ad un pool di costituzionalisti: voleva sapere se sarebbe stato un problema lasciare anzitempo la carica di sindaco di Napoli. Tutto inutile, Ciampi le ha preferito Maria Rita Saulle, docente di Diritto internazionale e direttore del master in «Tutela dei diritti umani» alla Sapienza di Roma. In ogni caso, Ciampi ha voluto mantenere una presenza femminile alla Consulta: la Saulle prende il posto della Contri, la prima donna giudice, nominata nove anni fa da Oscar Luigi Scalfaro. «È positivo che ci sia una donna - commenta la prescelta - penso che in tutte le cariche sia un bene una maggior presenza delle donne».
Sobrio il commento di Tesauro: «Ho sempre servito il Paese. Sono contento che il Presidente abbia pensato a me». Tesauro e Cassese sono due “monumenti” nella nomenklatura del Paese. Tesauro, professore di Diritto comunitario a Napoli, è stato per dieci anni avvocato generale alla Corte Ue di Lussemburgo, e poi, dal ’98 fino a pochi mesi fa, presidente dell’Antitrust. Cassese è uno dei più noti amministrativisti italiani; nel 1993 proprio l’allora premier Ciampi lo chiamò al governo come ministro della Funzione pubblica. Il suo curriculum è lungo come un articolo di giornale, e del primo quotidiano italiano, il Corriere della Sera, è editorialista tagliente, assai critico con l’attuale governo.
Ad una valutazione sommaria si può affermare che i tre nuovi giudici, Cassese compreso, hanno una spiccata competenza e sensibilità per i temi che riguardano l’Europa. Sono tecnici, ma come da tradizione dell’intellighenzia italiana, sono, in linea generale, più vicini alla sinistra. Anche se non lo espliciteranno mai. Per ora, comunque, tutti plaudono. Massimo Brutti, responsabile giustizia dei Ds, li ritiene «tre giuristi autorevoli che hanno alle spalle lunghi anni di ricerca scientifica e di insegnamento». «Ciampi - si associa al coro Francesco Giro di Forza Italia - premia tre personalità di riconosciuto prestigio del diritto amministrativo, internazionale e comunitario». Per il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio i tre «sapranno svolgere al meglio il loro delicato e prestigioso compito». E Francesco Rutelli esprime «apprezzamento per la scelta altamente qualificata».