Contabilità dell’altro mondo

La manovra finanziaria del governo è sbagliata nell'impalcatura, inefficace dal punto di vista dello sviluppo del Paese, improduttiva quanto a contenimento del deficit. Lo hanno detto, ormai, tutti. Il commissario europeo per gli Affari monetari ed economici Joaquin Almunia, il Fondo monetario internazionale, autorevoli membri della Banca centrale europea, l'Ocse, alcune agenzie di rating, alcuni importanti uffici studi di Merchant Bank. Ieri lo ha detto anche, duramente, e senza tanti giri di parole, Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia. Ad occhio e croce non manca nessuno. Il tutto ormai non è più neanche da dimostrare, basta mostrarlo. È un disastro.
Veniamo alle parole del governatore: «I progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti... la manovra non sfrutta il favorevole andamento delle entrate per accelerare la riduzione del debito».
Almunia aveva detto la stessa cosa: questa Finanziaria invece di approfittare del buon andamento del gettito fiscale per tagliare le unghie a spese e deficit fa nuove, e neanche tanto piccole, spese. Quando il trio Prodi, Padoa-Schioppa, Visco, che se non facesse dei disastri potrebbe essere anche comico (salvo quella parte di comicità che è contenuta anche nella tragedia), ci va ripetendo in modo ossessivo che i loro obiettivi sono risanare la finanza pubblica e utilizzare le risorse per lo sviluppo, a questo punto, possiamo definitivamente informarli che al primo dei due obiettivi non ci credono neanche i gatti che stazionano di notte davanti a Palazzo Chigi.
Tra l'altro Draghi obietta anche che quel miglioramento dell'indebitamento (0,5 punti percentuali del Pil) di cui il governo va fiero in realtà è dovuto agli effetti del ciclo economico positivo (che hanno portato più introiti per lo Stato) e a delle misure temporanee. Ci spieghiamo. Vi ricordate i contributi versati per il Tfr? Sono stati versati una volta per tutte. No, per il governo, non sono una componente temporanea, ma fissa. Sono versati solo quest'anno ma loro li mettono anche nei bilanci degli anni prossimi. Siamo solo incerti se facciano il gioco delle tre carte o delle tre tavolette. Siamo certi che si tratta di inganno.
Ha detto ancora Mario Draghi: «Il forte incremento delle entrate dipende anche da fattori che potrebbero venire meno nei prossimi anni». Non crediamo che Draghi si riferisse a quel sentimento infuso di paura nell'animo dei contribuenti di cui Visco in primis e Prodi in secundis vanno vendendo da tempo come un successo morale e di educazione etica del governo nei confronti dei contribuenti. Poco c'è al mondo di più aberrante dei comportamenti etici indotti dalla paura. Per loro è pedagogia, per noi una schifezza.
Ha detto ancora Draghi: «Un'azione incisiva di riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle imprese finanziata con riduzioni di spesa accrescerebbe il potenziale di crescita della nostra economia»; i soldi del tesoretto andavano ridati ai contribuenti e andavano tagliate le spese di pari misura. Ma qui siamo in un altro mondo. Non in quello di Prodi.
Paolo Del Debbio