Dentro il container si nasconde l’arte

«Beauty Inside»: è questo il leit motif di «ContainerArt», progetto che giunge a Genova dopo le edizioni di Varese, Bergamo e New York prima di partire alla volta di Gerusalemme. Una manifestazione itinerante che si basa sulla decontestualizzazione e sul diverso utilizzo di un oggetto che evoca, senza indugio, grandi distanze e una varietà infinita di prodotti: il container. Lo strumento d'eccellenza del trasporto merci si trasforma, sotto l'egida dell'ideatore e curatore Ronald Lewis Facchinetti, nel teatro di un viaggio nell'opera di artisti contemporanei, in uno spazio inatteso di riflessione inserito nella quotidianità urbana. Ecco spiegata la presenza, da oggi al 25 marzo, di ventiquattro container nelle piazze e nelle strade di Genova, da Piazza De Ferrari a Piazza della Vittoria, dal Porto Antico a Caricamento, da Prato a Campi, da Pegli a Sestri Ponente. Sparsi nel tessuto cittadino, i container non passano di certo inosservati: lunghi dai tre ai sei metri, si aprono al visitatore consapevoli della curiosità che suscitano. All'esterno, la ragione, la forma funzionale del container e il richiamo agli sponsor dell'iniziativa. All'interno, la ricerca e il desiderio di sperimentazione degli artisti, invitati a concepire progetti ad hoc per l'occasione.
E se l'arte si svela, sempre più spesso, nei luoghi e nei modi più impensati, altrettanto di frequente si rapporta al mondo degli affari e del marketing. Dall'antico mecenatismo alla sponsorizzazione di eventi, dal collezionismo (basti pensare alla Bmw Art Car Collection) alle interpretazioni di artisti contemporanei di storici modelli Louis Vuitton, il mondo dell'arte coltiva da sempre un intenso dialogo con quello degli affari. E d'altronde, un progetto come «ContainerArt», ha un costo che si aggira sui 60.000 euro. L'appuntamento con il progetto - che in una città portuale trova il suo milieu ideale - è inevitabile: i container (aperti dalle 10 alle 19) sono collocati in tutta Genova legandone, idealmente, ogni realtà. Un abbraccio destinato a stringersi, domenica 25 marzo, con l'evento conclusivo al Porto Antico, ove saranno riuniti tutti i container per creare un impressionante museo a cielo aperto. E sul tetto dei container - in collaborazione con il Festival Internazionale di Poesia - dieci poeti armati di megafoni condurranno un singolare reading poetico, con testi composti riflettendo sui progetti di «ContainerArt».
Fra questi, quelli degli istituti: la riflessione sul video dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, una scenografia/labirinto per evocare il mondo di Luzzati dall'omonimo museo, un pensiero sulla scuola concepito da insegnanti e allievi del Liceo Artistico Klee-Barabino e una personale di Holger Salach nel container del Consolato Generale della Svizzera. L'Associazione Tuono invita, invece, a ritessere le fila delle esperienze legate alle acciaierie di Cornigliano, mentre il collettivo Guerra da Camera propone, sul tema, una performance ove il reale si confonde al fittizio. E, ancora, Mauro Ghiglione a Villa Croce, Pietro Millefiore a Campi, Lorenzo Biggi e il duo Ferrario Freres al Galata, Silvestro Reimondo a Sestri Ponente. Molti i temi affrontati all'interno di «ContainerArt» dagli artisti - molti dei quali liguri - che evidenziano la vastità e la fluidità dell'attuale panorama dell'arte contemporanea.