Contatori gas, sequestri della procura

La guardia di finanza sta mettendo i sigilli a 120 contatori nel Milanese. Secondo la procura i consumi fatturati sarebbero superiori del 15% rispetto a quelli reali. I consumatori annunciano una class action con risarcimento annuo da 120-150 euro a famiglia

Milano - La guardia di finanza, tra ieri e oggi, sta eseguendo il sequestro di poco meno di 120 contatori di gas di abitazioni private in un comune dell’hinterland milanese nell’ambito dell’inchiesta dei pm Sandro Raimondi e Letizia Mannella, su presunte truffe nell’erogazione del gas che coinvolge due società dell’ Eni, oltre alla Italgas e alla Arcalgas. Si tratta di un sequestro a campione sulla base dei criteri dell’anno di costruzione, installazione e modello dei contatori. In una consulenza depositata ieri dalla procura si parlava di differenze tra il gas erogato e quello pagato con punte del 15%.

I consumatori "Risarcire gli utenti di quanto pagato ingiustamente per il gas non consumato". È la richiesta delle associazioni dei consumatori, che annunciano una class action a tutela dei diritti e stimano danni forfettari per 120-150 euro a famiglia. Oltre alla class action, il Codacons annuncia la costituzione di parte civile nel procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate. L’associazione guidata da Carlo Rienzi "invita fin da ora gli utenti con contatori vecchi, clienti delle società coinvolte nei controlli che hanno dimostrato consumi errati, a conservare le bollette del gas ed inviare al proprio gestore una raccomandata nella quale si chiede il rimborso delle erogazioni conteggiate e mai effettuate per gli ultimi 5 anni".