Conte chiude la porta alla Juve «Io traghettatore di Lippi? Mai»

Marcello Lippi tentenna e chiede tempo; Antonio Conte, un ex con la Juve nel cuore, non intende fare il traghettatore verso il Lippi 3 nè l’allenatore in seconda nel prossimo campionato. Gianluigi Buffon, il maggior indiziato a lasciare Torino lancia precisi segnali alla dirigenza bianconera. Il tormentone per chi sostituirà il dimissionario Deschamps si arricchisce dunque di nuovi elementi, mentre la dirigenza juventina brancola nel buio, avendo puntato tutto sul ritorno dell’allenatore campione del mondo. Ed è ora costretta a cercare nuove alternative (Ranieri? Rossi? Novellino?). L’ad Blanc si era invece sbilanciato: «Dobbiamo avere in fretta un allenatore leader in panchina, serve da adesso un tecnico a capo di un progetto che continua» e il Marcello nazionale gli ha subito risposto: «Ripeto, starò fermo ancora qualche mese, ma se la Juve mi vuole a tutti i costi, me lo vengano a chiedere direttamente. E finora non l’hanno fatto, mentre offerte mi sono arrivate da altri dieci club. Juventus comunque per me significa otto anni stupendi, di grandi successi e soddisfazioni, una società che mi sta particolarmente a cuore».
Un no secco e inaspettato alla Juve arriva anche dall’ex capitano Conte, il tecnico maggiormente indiziato a collaborare con Lippi o, almeno, a guidare i bianconeri per 2/3 mesi in attesa del ritorno di Marcello. «Nello scorso campionato mi ero dichiarato disposto a fare il secondo di Deschamps», precisa il tecnico dell’Arezzo, «ma non se n’è fatto niente e non certo per causa mia. Adesso non sono affatto disposto a fare il secondo di nessuno, nemmeno il traghettatore in attesa di Lippi. Nel prossimo campionato in panchina farò il primo e nient’altro di diverso».
Una bella presa di posizione che spiazza il club di corso Galileo Ferraris che ha deciso di mandare a scuola Ferrara e Pessotto per far prendere loro almeno il patentino di terza categoria (occorrerà comunque una deroga del Settore tecnico per mandarli sulla panchina bianconera). Sul no di Lippi, si pronuncia da Coverciano anche Buffon: «C’è stata qualche presa di posizione, ora si va avanti. Se Lippi non vuole tornare sono problemi della società, io penso a fare il calciatore. Abbiamo dirigenti grandi e vaccinati per gestire le cose. Io poi ne trarrò le dovute conseguenze». E sull’addio di Deschamps: «Penso siano normali tensioni tra dirigenti e allenatori, ci sta che un tecnico se ne vada. L’importante è riprendere subito in mano la situazione».
Uno dei motivi che bloccano e condizionano Lippi sarebbe anche il processo del figlio Davide, procuratore di Blasi e Chiellini, che dovrà discutere il rinnovo dei rispettivi contratti con la Juve.