Conte se la vede con il nano «Ma nel Milan c’è Gulliver»

Torino«Ibrahimovic pare Gulliver», dice Antonio Conte. «È un gigante. Fa la differenza in modo impressionante: per questo il Milan è "superfavorito" nella lotta scudetto». L'immagine rende l'idea ed è anche calzante, visto quanto lo svedese è abituato a combinare sui campi di tutta Italia. Il bello è che stasera la Juventus non dovrà occuparsi direttamente del personaggio principale ideato da Jonathan Swift, bensì di un… lilliputziano che potrebbe essere stato lui stesso creato dalla fantasia dello scrittore irlandese. Curiosamente, la Signora se lo è cresciuto in casa salvo poi spedirlo in provincia, a Parma appunto.
Nome: Sebastian. Cognome: Giovinco. Altezza: 164 cm. Tre in meno di quel Giaccherini che, nel frattempo, ha dimostrato di valere la Juve a dispetto di un'altezza relativa, addirittura trentuno meno dello svedese che veste rossonero: sufficienti però ad avere già fatto male più volte alla Juventus che fu sua e che sua potrebbe tornare a essere dalla prossima estate, visto che il cartellino è diviso a metà tra le due società. Nel dettaglio: doppietta a Torino il 6 gennaio 2011 (match vinto dagli emiliani 4-1), gol nel ritorno al Tardini (1-0) e rigore (ininfluente) lo scorso 11 settembre. Fanno comunque quattro gol in tre partite e scusate se è poco: stasera il Piccoletto ci riproverà e sarebbe davvero buffo - oltre che tragicomico, viste le aspettative che ormai permeano qualunque partita dei bianconeri - se fosse davvero lui a imporre il primo alt stagionale a una Juventus che viaggia a mille da mesi.
Per di più, Conte ha già detto in tempi non sospetti che Giovinco rientra tra quei giocatori che gradirebbe parecchio allenare: lo avrebbe già voluto a Bari e a Siena, probabilmente lo avrà a Torino e certo stasera lo temerà non poco. Dopo di che, vada come vada: «Noi giochiamo da e per la squadra. Le partite ce le sudiamo. Se Ibra fosse alla Juve? Io sono contento di chi ho a disposizione, i miei calciatori sono i più forti del mondo». Così non è, ma per il momento sono quelli che in Italia hanno fatto meglio di tutti, senza perdere un solo match su ventidue (di cui venti in campionato) e proteggendo la propria porta meglio di chiunque altro (13 gol subiti). «La sorpresa è tutta la Juve, non solo io - ha spiegato ieri il tecnico bianconero -. Dall'inizio ho sempre pensato a giocare per vincere: il successo regala una sensazione di benessere, mi permette di essere rilassato e credo che lo stesso valga per i giocatori. Quindi dobbiamo ricercarlo con tutte le nostre forze: la Juve deve ragionare così perché è nel suo Dna». Facile a dirsi, meno a farsi e comunque al momento funziona.
Come ha mostrato di funzionare l’aspetto «contabile» di questa nuova Juventus: l’aumento di capitale di 120 milioni è stato integralmente sottoscritto. Scende dal 7,5 al’1,5 per cento la quota dei libici della Lafico (che non ha esercitato i diritti di opzione), sale quella della Exor che ora si attesta al 63,7%, meno di quanto previsto (c’era disponibilità ad arrivare al 70%)in quanto una buona parte dei diritti di opzione non esercitati è stata assorbita dal mercato e quindi per gli Agnelli si è trattato di un esborso totale suppletivo di meno di 6 milioni di euro.
A stuzzicare ancor più l'ambiente - in attesa di un centrocampista che rappresenterebbe l'ultimo tassello di un mercato poco lilliputziano visti gli arrivi di Borriello e Caceres - la possibilità di sfruttare al meglio un calendario migliore rispetto a quello del Milan: prima dello scontro diretto di San Siro, i bianconeri affronteranno infatti Parma, Siena, Bologna e Catania, mentre Gulliver e i suoi amici se la vedranno con Lazio, Napoli, Udinese e Cesena. «Tutto può succedere, con 54 punti in palio», è il parere di Conte. Il quale stasera, comunque sia, non vorrebbe proprio subire uno sgambetto dal Piccoletto per eccellenza del nostro campionato.