«Il contemporaneo parla milanese»

Trenta italiani su cento sono interessati all'arte. Ovvero tredici milioni e mezzo di persone. Poco o tanto? Dipende dai punti di vista, ma i dati della ricerca svolta dall'Ispo di Renato Mannheimer per conto della società Terna, parlano chiaro: se quest'anno l'interesse per l'arte (e il mercato) hanno subito una flessione, il Nord Italia, e Milano e Torino in particolare, sono un'eccezione al trend generale. «A Milano e nelle grandi città del Nord emerge una maggiore attenzione all'arte, anche all'arte contemporanea. E anche una maggiore propensione all'acquisto», commenta il noto sondaggista. I motivi? «L'asse Milano-Torino ha una forte tradizione legata all'arte contemporanea e Milano, ad esempio, è con Roma la città con il maggior numero di collezionisti di arte contemporanea». Anche tra la gente comune sta crescendo l'interesse verso le nuove correnti artistiche: «Ricordo - racconta Claudio Palmigiano, socio di Acacia, Associazione amici dell'arte contemporanea, con sede a Milano - che lo scorso anno i quattro seminari da noi organizzati al Pac su alcuni autori contemporanei registrarono il tutto esaurito e gente in coda per assistervi. Noi appassionati di arte ci auguriamo che l'apertura del nuovo Museo del Novecento stimoli la realizzazione di mostre all'altezza dei circuiti internazionali e che presto Milano, città da tutti percepita come centro di innovazione e nuove tendenze, abbia il suo museo del Contemporaneo». Come rivela la ricerca di Mannheimer commissionata in occasione della presentazione del Premio Terna, giunto alla sua terza edizione e dedicato agli artisti contemporanei (informazioni per partecipare su www.premioterna.com), se l'arte in generale interessa al 27% degli italiani, quella contemporanea si ferma solo al 9% del campione, un dato in diminuzione rispetto a una simile analisi fatta nel 2008. «La fruizione dell'arte attraverso mostre, gallerie e fiere rimane un fenomeno socialmente rilevante - commenta Mannheimer - ma ha subito una flessione a causa della crisi». Perché se è vero che tra le persone interessate all'arte quasi il 60% si è recato almeno una volta all'anno a visitare una mostra, rimane una percentuale alta (quasi il 50% del campione) che dichiara di avere molta difficoltà ad accostarsi all'arte contemporanea, giudicata incomprensibile e astrusa. Bisogna lavorare sul lavoro sinergico delle gallerie e degli operatori del settore: «Dobbiamo imparare a offrire al pubblico la giusta narrazione dell'arte contemporanea e lavorare sulla formazione del gusto: in fondo l'arte contemporanea è quella che esprime le istanze del nostro tempo», commenta il critico milanese Gianluca Marziani, neodirettore di Palazzo Collicola di Spoleto, sede dedicata a mostre di arte moderna e contemporanea. C'è poi chi ha deciso di affrontare il problema del rapporto tra gli italiani e l'arte contemporanea puntando sulla formazione dei giovani: Davide Rampello, presidente della Triennale, ha annunciato da settembre un accordo con lo Iulm.