Contemporaneo sì o no. E tu, da che arte stai?

Nel nuovo saggio <em>L’inverno della cultura</em>, Jean Clair contesta la &quot;degenerazione&quot; dell’arte contemporanea, le mostre-evento e gli
artisti &quot;privi di mestiere e attenti solo alle strategie di marketing&quot; come Cattelan, Hirst, Koons e Murakami, la contaminazione tra cultura alta e cultura pop

S’intitola L’hiver della cultura (L’inverno della cultura), ed è il nuovo saggio di Jean Clair pubblicato in Francia (in Italia uscirà a novembre da Skira). Nato a Parigi nel 1940, critico e storico dell’arte, conservatore generale del Patrimonio francese e membro dell’Accademia di Francia, Jean Clair è considerato uno dei grandi polemisti culturali dei nostri tempi. Ieri il Corriere della sera ha dato ampio spazio al libro, anticipando per il pubblico italiano la sua «violenta» presa di posizione, in linea con tutti i suoi precedenti saggi (tra i quali Critica della modernità, Allemandi 1994, e De immundo, Abscondita 2005), contro la «degenerazione» dell’arte contemporanea, le mostre-evento, gli artisti «privi di mestiere e attenti solo alle strategie di marketing» come Cattelan, Hirst, Koons, Murakami, la contaminazione tra cultura alta e cultura pop. Il libro è di quelli che suscitano reazioni opposte, tra le quali quelle di due nostri collaborati: il critico d’arte Luca Beatrice e lo scrittore Massimiliano Parente.