Contestazione per Sacconi alla festa della Cisl

Il ministro parla di "toghe politicizzate" e viene fischiato durante il suo intervento alla festa di Levico. Bonanni al contestatore: "Se fai così non sei della Cisl, devi andare via". Il titolare del Welfare: "Erano cinque venuti per sentire Di Pietro"

Levico - Vivace botta e risposta tra il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e alcuni giovani spettatori alla Festa nazionale della Cisl in corso a Levico Terme, con il ministro che si spazientisce e risponde in modo colorito all’indirizzo dei contestatori.

Contestazioni "Dovremmo far finta di non vedere che con una mano si dialoga e con l’altra si ricorre ancora all’arma di una giustizia politicizzata. Noi vogliamo governare", ed il Paese ha bisogno di scelte "che non possono aspettare". Poco prima aveva anche accennato alle critiche di chi "ha parlato di deregolamentazione selvaggia", commentando le misure del pacchetto lavoro "senza neanche leggere il provvedimento". Con queste parole il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha innescato un vivace confronto con la platea della Festa nazionale della Cisl, che già protestava e rumoreggiava da qualche minuto.

Vaffa In risposta alle parole di uno dei presenti dai microfoni aperti è filtrato un commento dal palco: un “vaffa”, detto a bassa voce, ma udito chiaramente, in un momento in cui il ministro Sacconi aveva sospeso per pochi istanti il suo intervento per le contestazioni che si sovrapponevano.

Labiale Lo stesso ministro, sceso dal palco, ha poi voluto rilasciare alcune precisazioni: “Siamo arrivati al punto, nella logica con cui alcuni pensano di fare informazione, di interpretare il mio labiale: perché il mio fiato non ha mai pronunciato nessuna delle parole che stanno circolando". Poi a margine aggiunge: “Non ho detto quella parola, può darsi che l’abbia pensata”. E, a proposito delle contestazioni dice: “Ho un vecchio mestiere di assemblee: in tutto erano cinque persone venute ad ascoltare chi parlerà dopo di me”.

Di Pietro Poi, a chi insiste nel dire di avere ascoltato chiaramente quella “parola”, Sacconi risponde ancora: “Dipende da a chi la rivolgo. Io nel confronto con la Cisl non mi arrabbio mai: ma quelle cinque persone che fanno l’opinione della Cisl, soprattutto se sono venute per ascoltare Di Pietro”. “Ho il sospetto che chi fischia non è della Cisl, non è nella sua cultura. La Cisl unisce”.

Segretario Bonanni si è quindi rivolto direttamente ad uno dei presenti in platea: “Tu non sei della Cisl, non puoi essere della Cisl se fai così: ti prego di stare zitto, e andare via”. Per qualcuno, continua Bonanni, “la politica è una arena, ma questo non è nella cultura della Cisl. Bisogna mettere insieme le diverse opinioni, e scegliere il meglio”. Ma anche le parole di Bonanni non sono state gradite da tutti, qualcuno in platea, infatti, ha risposto con segnali di malumore. Il segretario ha quindi ribadito la sua posizione già espressa questa mattina sul tasso di inflazione programmata per il 2008 inserito dal governo nel Dpef. Sacconi, parlando anche del pacchetto di misure sul lavoro presentato nei giorni scorsi, si era lamentato dei giudizi negativi di “chi ha parlato di deregolamentazione selvaggio senza neanche aver letto il provvedimento”. Lo scambio di battute tra platea e palco, secondo quanto è stato poi ricostruito, sarebbe stato innescato dalle contestazioni di un ex operaio e delegato sindacale Cisl delle acciaierie Valsugana oggi in pensione.