Conti, le carte in mano all’Italia per evitare il «cartellino giallo»

Siniscalco cerca di convincere la Ue: il maggior deficit è solo temporaneo

da Roma

I conti pubblici italiani, pur estranei all’ordine del giorno formale delle due riunioni, fanno da sfondo all’Eurogruppo e all’Ecofin che si tengono a Lussemburgo fra stasera e domani. Nel pieno della polemica sull’euro scatenata dai ministri della Lega, il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia si prepara a chiedere, domani ai colleghi della Commissione, l’approvazione della procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia. Dopo questo primo «sì», che appare scontato, la procedura andrà avanti sino al 12 luglio, quando sarà vagliata dai ministri finanziari durante il primo Ecofin sotto presidenza di turno britannica.
Fra oggi e domani, Domenico Siniscalco incomincerà a presentare ad Almunia le «controdeduzioni» italiane. Pur non annunciato, un incontro fra il ministro dell’Economia e il commissario spagnolo viene confermato da fonti italiane. Che cosa sostiene il documento di Almunia? In breve, dopo la revisione dei conti 2003 e 2004 effettuata da Eurostat e dall’Istat, il deficit italiano ha superato la soglia del 3% in entrambi gli anni; inoltre la previsione per il 2005 è di un 3,6%, e per il 2005 del 4,6% a politiche invariate. Tutto questo non sarebbe imputabile alla minor crescita dell’economia. Al contrario, l’Italia presenterà una lista di «fattori rilevanti», come il calo dell’economia, per giustificare il maggior deficit che comunque viene definito come «temporaneo e limitato» (negli anni precedenti, il disavanzo ha superato il 3% per questioni legate a differenze nella contabilizzazione di poste di bilancio controverse). «Temporaneo e limitato» (small and temporary) è la definizione data al Consiglio europeo di marzo per un deficit che rientri nelle nuove regole del Patto di stabilità, e per il quale la procedura europea non si applica. Inoltre, Siniscalco proporrà un rientro dall’extra-deficit concordato con la Commissione e in tempi stabiliti, cioè entro la fine del 2007, e senza alcuna manovra correttiva dei conti di quest’anno che avrebbe effetti controproducenti sull’andamento della crescita economica. Siniscalco parlerà con Almunia anche del decreto Irap che il governo varerà nei prossimi giorni.
Il «caso Italia» rappresenta la prima prova fattuale della riforma del Patto di stabilità voluta dai capi di Stato e di governo nella scorsa primavera. E il governo italiano potrebbe anche avere buon gioco nel sottolineare i rischi di una procedura d’infrazione, in termini di consenso europeista, nel nostro Paese. Siniscalco lamenterà anche le fughe di notizie, avvenute i giorni scorsi, sui contenuti del documento dei tecnici di Almunia.
Argomento ufficiale, e molto caldo, dell’Ecofin sarà ancora una volta il bilancio comunitario 2007-2013. Molto difficilmente i venticinque ministri delle Finanze troveranno un compromesso su questo tema, che si trascinerà fino al Consiglio europeo di metà mese. Francia e Germania chiedono che venga cancellato lo «sconto» ai contributi britannici ottenuto da Margaret Thatcher. La questione interessa direttamente anche l’Italia, che a causa dell’allargamento dell’Unione ad Est rischia di perdere parte dei fondi strutturali finora destinati al Sud.